“E ALLORA TU CHE FAI DI NOTTE PER CURARE IL TUO MALE?” “IO UCCIDO…”, di Linda Politi

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Recensione di “Io Uccido” di Giorgio Faletti

Cosa succede quando un efferato serial killer sconvolge il tranquillo Principato di Monaco e la polizia brancola nel buio? Un agente dell’FBI prova a mettersi sulle sue tracce e una serie di misfatti si aprono davanti a lui come scatole cinesi macchiate di sangue e orrore…

Giorgio Faletti è nato nel 1950 ad Asti; si è laureato in giurisprudenza ma ben presto ha messo la laurea nel cassetto per fare quello che più gli piaceva. Ha iniziato quindi col cabaret nel mitico Derby di Milano per poi approdare in televisione: tra i tanti programmi si ricordano Pronto Raffaella con la Carrà, Drive in di Antonio Ricci e Fantastico con Pippo Baudo. Il suo personaggio più famoso, Vito Catozzo, è stato la voce narrante del primo libro di Faletti, uscito nel 1995: Porco mondo che ciò sotto i piedi.

Nel 1988 ha iniziato ad essere famoso anche nel mondo musicale: ha pubblicato la colonna sonora per il film di cui era anche protagonista, Colletti Bianchi, ha scritto la canzone Rumba di Tango che ha cantato a Sanremo nel 1989 insieme a Orietta Berti e, nel 1994, si è classificato secondo al Festival con Signor Tenente, dal testo emozionante ispirato alla morte dei giudici Falcone e Borsellino. Inoltre, ha scritto canzoni per Gigliola Cinquetti, Fiordaliso e Angelo Branduardi.

Nel 2002 il secondo libro di Giorgio Faletti, un giallo, ha sorpreso la critica ed è riuscito a vendere milioni di copie in tutto il mondo: Io uccido. Negli anni a venire sono stati pubblicati anche Niente di vero tranne gli occhi, Fuori da un evidente destino, Pochi inutili nascondigli (una raccolta di racconti), Io sono Dio, Appunti di un venditore di donne e Tre atti e due tempi. Nel frattempo Faletti ha scritto il testo di Gli anni che non hai per Marco Masini e ha recitato con successo in Notte prima degli esami, Cemento armato, Baarìa e Il Sorteggio.

Era, oltretutto, un appassionato di corse automobilistiche e rally, e scriveva per la rivista Autosprint. Nel 2014 è morto, malato da tempo di tumore ai polmoni.

Io uccido, uscito nel 2002, è un giallo avvincente dove le storie ingarbugliate in attesa di risposta sono molteplici e tutte di difficile risoluzione. È ambientato nel Principato di Monaco, posto tranquillo dove la polizia, una tra le più efficienti del mondo, è messa a dura prova da Nessuno, un serial killer che chiama la radio locale durante una trasmissione di successo e offre degli indizi sui delitti efferati che sta per compiere. Il mistero si infittisce di fronte al modus operandi dell’assassino, che sfigura le proprie vittime privandole del volto e ogni volta scrive sul luogo del delitto la frase Io uccido, utilizzando il sangue dei poveri malcapitati. L’ispettore Hulot è sulle sue tracce e si fa aiutare dal suo amico Frank Ottobre, un agente dell’FBI che si trova a Monaco in congedo dopo essere rimasto sconvolto dalla morte traumatica della moglie. L’intervento del generale Parker a ostacolare le operazioni di polizia darà l’input necessario a Frank per catturare l’assassino e cercare di riscattare la sua vita e quella di qualcun altro…

Io uccido è il secondo libro che Faletti ha scritto ma è il primo che lo ha consacrato alla gloria della critica. È un giallo “da ombrellone”, a dirla tutta, che però è scritto bene: si legge con piacere se si ha voglia di evadere dalla routine e la storia è facile da seguire anche se si ha modo di leggere soltanto nei ritagli di tempo. I protagonisti sono umani, con il loro passato tormentato, errori e voglia di riscattarsi. Il rancore e il rimorso si legano indissolubilmente per diventare il filo conduttore della storia, e la redenzione ha dei costi in termini di difficoltà nello svelare i misteri che pian piano vengono a galla e, soprattutto, in termini di vite umane. L’assassino, talmente insospettabile da poter quasi essere indovinato al primo colpo, non è un personaggio facile da mandare al rogo seduta stante, in quanto è vittima prima ancora di essere carnefice. La trama è un po’ artefatta e in alcuni punti si sente che Faletti forza un pochino la mano per poter incastonare bene tutti gli elementi, ma ciò non toglie che il risultato finale sia leggibile e tutto sommato godibile.

Recensione di Io uccido, di Giorgio Faletti

Dalai Editore 2005

682 pagine

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