41Eh+jSkV1L._SL500_AA300_

Recensione di Ars moriendi – un’indagine a Pompei, di Danila Comastri Montanari

L’ennesima inchiesta del senatore Publio Aurelio Stazio: un detective in toga a Pompei

L’appassionante  saga dell’investigatore in laticlavio si arricchisce dell’ennesima inchiesta. Publio Aurelio Stazio, senatore romano che vive al tempo dell’imperatore Claudio, nel I sec. a.C. e le sue imprese, sono brillanti creazioni di Danila Comastri Montanari, la regina del giallo storico in Italia. Due lauree, passione per i polizieschi e un grande amore per le civiltà antiche: è questo il profilo vincente della Montanari.

In questa nuova vicenda, il senatore-detective viene inviato dall’imperatore Claudio, suo amico ed ex maestro di etrusco, nella cittadina campana di Pompei, un piccolo centro marittimo ai piedi del Vesuvio. L’imperatore è stato sconvolto dalla notizia della morte violenta di una sua ex preferita, Fortunata, la donna che frequentava prima di arrivare al soglio imperiale. Claudio teme che dietro al massacro della cortigiana possa nascondersi un complotto o un’insidia nei suoi confronti. Stazio si reca a Pompei col suo inseparabile attendente greco, Castore. Mentre il senatore è un bell’uomo di mezza età, convinto epicureo, conquistatore di donne dal fascino innegabile, Castore è il suo braccio armato: colui che, con furbizia e scaltrezza, sa muoversi nei bassifondi e svolge il lavoro sporco in ogni indagine.

Spinto da una spiccata curiosità, Stazio inizia a muoversi nella cittadina in incognito, immergendosi nelle atmosfere marittime del porto, frequentando tabernae e lupanari. Ben presto si trova ad affrontare un altro tragico episodio: Velasia, una ragazza appartenente ad una nobile famiglia locale, decide di dedicarsi  alla prostituzione e, in circostanze più che misteriose, viene trovata barbaramente massacrata. A seguirla, poco dopo, sarà sua madre Mulvia. Il panico si diffonde nella ricca cittadina marittima: si profila l’ipotesi di un serial killer che si aggiri nel suo dedalo di vie e viuzze a giustiziare giovani donne, senza un apparente motivazione.

Ma la paura non contagia l’imperturbabile senatore epicureo:  tra giri nei bassifondi, frequentazioni discutibili, ennesime conquiste femminili, Stazio riuscirà a trovare il bandolo della matassa e a districare l’intera vicenda, uscendone, ancora una volta, vincitore. Come gli altri suoi precedenti, il libro è scorrevole e avvince soprattutto nella svolta finale, dove la Comastri Montanari mette in luce tutta l’agilità mentale del suo infallibile detective ante litteram.

Recensione di Ars moriendi, Danila Comastri Montanari

Hobby Hobby & Work Publishing, 2003

264 pag.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...