RIABILITARE ELENA, di Patrizio Paolinelli

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Recensione di Elena. Solo per amore, di Elda Fossi

Il libro di Elda Fossi dedicato al controverso personaggio mitologico

Louis-Ferdinand Céline conosceva le ragioni del progresso ma intravedeva nell’umanità un’inquietudine causata dalla perdita del gusto per il favoloso e le leggende. Perdita sostituita con la venerazione per la precisione e il calcolo. A suo giudizio questo processo conduceva gli esseri umani alla pazzia. Se sul piano effettuale la modernità e la tecnica hanno vinto sui loro critici, tuttavia non hanno spento il bisogno umano di cercare il senso della vita oltre la razionalità strumentale. Nel solco di questa ricerca si può collocare l’ultimo libro di Elda Fossi intitolato, “Elena. Solo per amore” (Moretti & Vitali 2013, 231 pagg., 14,00 euro).

Il testo della Fossi è dedicato a un personaggio mitologico controverso, Elena di Troia. Figura discussa perché bollata da molti (compreso Roberto Calasso) come vanesia, traditrice e portatrice di sventure. La vicenda è nota. Elena, figlia di Zeus e di Leda (o di Nemesi, secondo le versioni), è una donna dalla bellezza sovrumana. Andata in sposa a Menelao (dopo aver subito un precedente ratto da parte di Teseo) abbandona il marito, la figlia di nove anni (Ermione), due fratelli (Castore e Polluce), una sorella (Clitennestra) e il suo ruolo di Signora della casa e del regno di Sparta per fuggire a Troia con il figlio di Priamo, lo splendido Paride. E’ il casus belli di una guerra lunga e sanguinosa di cui ancora oggi conserviamo memoria.

Ma davvero fu Elena la causa di un conflitto? Nel racconto della Fossi non sembrano esserci dubbi: Elena o non Elena la guerra sarebbe scoppiata lo stesso. I motivi sono puramente commerciali: Troia controlla le rotte navali orientali facendosi pagare dai greci enormi pedaggi. Elena si trova così ad essere la pedina di un gioco politico molto più grande di lei. Un gioco iniziato col suo matrimonio. Su suggerimento di Ulisse il padre putativo di Elena, Tindaro, sacrifica un cavallo sulla cui pelle fa salire i pretendenti della figlia, giunti da tutta la Grecia, vincolandoli a un giuramento: ognuno di loro sarebbe dovuto accorrere in aiuto del prescelto nel caso di rapimento della sposa. In cuor suo Elena decide per Diomede, ma Tindaro la obbliga a sposarsi con Menelao. Elena vede così cadere le sue illusioni sull’amore: “Che stupida ero stata, più ingenua di una fanciulla che sogna a occhi aperti, a credere che il desiderio di Elena contasse per Tindaro di più delle alleanze che i genitori pianificano già al primo vagito del figlio”. E pianificata sembra essere l’intera trama della vita di Elena. Con tutta probabilità non è un caso che Menelao si allontani da Sparta lasciando sola la sposa più bella del mondo proprio quando il sensualissimo Paride è in visita diplomatica a corte. La versione ufficiale della scomparsa di Elena sarà poi il rapimento. Ma Elena sa bene che così non è: è fuggita per amore e si è giocata il tutto per tutto in nome di un futuro con Paride. Un futuro breve e drammatico: Paride muore durante la guerra, Elena torna a Sparta con Menelao e riprende il suo posto a corte confermando così la teoria del rapimento.

Il racconto della Fossi non si limita a proporre la propria versione del mito di Elena. Il libro è un coro di voci. Parlano le Antiche Dee (Eris, Nemesi, Ate), Afrodite e Persefone. In particolare Afrodite è parte del mondo interiore di Elena, dei suoi tormenti, delle sue passioni, delle sue incertezze e delle sue paure. Pagina dopo pagina emerge il ritratto di una donna che ha la sola colpa di amare. Afrodite è il suo specchio, il suo doppio, talvolta il suo alter ego. La dea dell’amore e della bellezza è colei che, nel bene e nel male, accompagna Elena lungo il corso di tutta la sua esistenza. Elda Fossi ci suggerisce così che è anche al mito che dobbiamo guardare per comprendere gli altri e noi stessi. La sua riabilitazione di Elena induce il lettore a confrontarsi col dio a cui capisce di somigliare. Operazione che invita a riscoprire quella parte dell’Io e del Noi che appartiene al favoloso e che ci caratterizza come esseri umani. Senza il recupero e il confronto con quegli aspetti della vita che troppo sbrigativamente sono relegati in un passato irrazionale l’umanità diventa quel che è oggi: lucidamente folle.

Patrizio Paolinelli, VIAPO, inserto culturale del quotidiano Conquiste del Lavoro, 26 luglio 2014.

Recensione di Elena. Solo per amore, di Elda Fossi

Moretti & Vitali editore, 2013

180 pag.

€ 14,00

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