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Recensione di La congiura Machiavelli di Michael Ennis

Le  vicende di Machiavelli, Leonardo Da Vinci, dei Borgia e di una enigmatica cortigiana nei torbidi della storia rinascimentale.

Un thriller a sfondo storico che mescola fantasia, l’accurata ricostruzione di un’epoca e la giusta dose di mistero: sono questi  gli ingredienti che rendono  gradevole il romanzo di Ennis, docente di storia dell’arte all’università del Texas.

Siamo nel pieno rigoglio della rinascita della cultura e delle arti, sul soglio pontificio siede Alessandro VI, il famigerato Rodrigo Borgia e l’Italia è sconvolta da interminabili guerricciole tra signorotti. Le vicende sono filtrate dagli occhi di Damiata, un’affascinante, colta e benestante cortigiana, oltre che amante di Juan di Gandia, uno dei numerosi figli illegittimi del papa. Il rampollo Borgia è trovato morto nel Tevere e il pontefice, sconvolto dalla scomparsa del figlio prediletto, fa chiamare al suo cospetto la bella Damiata. La donna è costretta ad accettare un incarico che sembra ben al di sopra delle sue capacità: dovrà indagare sull’omicidio di Juan, amante e padre del suo bambino, sfidando i torbidi, gli odi familiari e il perenne stato di bellicità che vige nel XVI secolo. Come garanzia di fedeltà, il papa prende in custodia il figlio della donna, il suo stesso nipote, minacciandone la morte.

Costretta in tal modo, Damiata parte per Imola, dando inizio alle sue ricerche, ancora sconvolta dalla perdita dell’amante ed impaurita dalla possibilità di non vedere mai più il suo bambino. In Romagna Damiata entra nel regno del Valentino Cesare Borgia, l’altro figlio del papa e sua conoscenza di gioventù. La donna arriva in un momento critico: le alleanze militari che hanno reso Cesare padrone dell’Italia settentrionale traballano, spie di insofferenza serpeggiano tra i signorotti locali, inoltre un maniaco omicida sconvolge la cittadina uccidendo giovani donne e spargendone le membra per la campagna imolese. Damiata si trova coinvolta in una spirale di avvenimenti e non riesce a trovare il collegamento che li conduce alla morte del suo Juan. Durante il soggiorno imolese ha occasione di conoscere Niccolò Machiavelli, un ambasciatore di Firenze presso Cesare, nonché illustre letterato rinascimentale. I due sembrano subito legare ed appaiono incuriositi l’una dall’altra, mentre tentano di far luce sui numerosi misteri che li circondano. Ad aggiungersi alla coppia è poi il grande Leonardo Da vinci, ingegnere di Cesare ed ambizioso inventore.

Il trio si aggira nel territorio imolese cercando di comprendere il senso degli sconvolgenti accaduti: le sparizioni di donne continuano, inoltre Cesare massacra, attirandoli con l’inganno ad un banchetto, quelli che erano stati i suoi alleati, i condottieri italiani.Tra sabbath notturni di streghe, fughe nella notte, viaggi nei bassifondi della città, emerge sempre più la brillante personalità di Machiavelli, un vero e proprio detective in calzamaglia che riuscirà ad aiutare Damiata nella sua ricerca della verità.

A parte l’infelice traduzione italiana del titolo (in originale è The malice of Fortune) che allude ad una congiura di cui nel libro non c’è neanche l’ombra e alcuni passaggi che appaiono poco chiari o inverosimili (vedasi un Da Vinci che si improvvisa investigatore) la lettura è complessivamente piacevole e avvince nel suo incessante rincorrersi di misteri.

La congiura Machiavelli di Michael Ennis

Newton Compton, 2013

427 pag.

€ 9,90

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