L’INVENZIONE DI UN AMORE di Patrizio Paolinelli

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Recensione di Mrs. Poe, di Lynn Cullen,

Un romanzo storico a tre dimensioni

“Vi sento, sapete, mentre lavoro o vado in ufficio, sento che il vostro cuore mi cerca. Se avete bisogno di me, Frances, non dovete far altro che pensarmi, e io sarò da voi”. A pronunciare queste accorate parole è un innamoratissimo Edgar Allan Poe. Destinataria la poetessa Frances Sargent Osgood, nata Locke. Non sapremo mai se Poe si sia espresso in tale maniera nei confronti della collega. Ma così ha immaginato la scrittrice Lynn Cullen, autrice di “Mrs. Poe” (Neri Pozza, 2014, 396 pagg., 18,00 euro).

“Mrs. Poe” è un romanzo storico in cui si intersecano tre dimensioni principali: la relazione tra Edgar Allan Poe e la Osgood; il paesaggio urbano di New York; la vita quotidiana della borghesia colta e perbenista di metà Ottocento. Solo la prima dimensione è frutto di invenzione letteraria. Invenzione di un amore che verosimilmente sarebbe potuto sbocciare tra i due poeti. I quali, come noto, erano entrambi sposati: Poe con sua cugina, l’enigmatica Virginia Clemm, e Frances con lo scioperato pittore Samuel Stillman Osgood. Diversi studiosi sostengono che la liaison tra Edgar e Frances non ebbe mai luogo o sia stata solo platonica, mentre altri ritengono che i due furono amanti e che la terza figlia di Frances, Fanny Fay, sia nata dalla loro relazione (peraltro Fanny Fay morì a soli sedici mesi per cause sconosciute).

Nel suo lavoro Lynn Cullen percorre la pista dell’amore clandestino tra Edgar e Frances. Avvertiamo subito il lettore che “Mrs. Poe” non concede nulla alla letteratura erotica oggi tanto in voga. Lo si può definire un romanzo fondato sulle passioni dell’anima anziché sui piaceri del corpo. Il primo bacio tra Edgar e Frances arriva solo a pagina centoquarantadue, per il secondo bisogna aspettare una cinquantina di pagine e per il terzo quasi cento. Non basta: l’unica notte d’amore consumata tra i due in un hotel di Boston è liquidata in poche righe. C’è una ragione che spiega un linguaggio tanto pudico: Cullen narra l’attrazione tra i due poeti calandola nella formidabile espansione del mondo interiore degli uomini e delle donne del XIX secolo. E’ su questo mondo che si concentra il romanzo presentandoci le tendenze principali: la formazione di un’economia dei sentimenti a sfondo romantico, l’allargamento dello spazio psichico assegnato all’intimità, il pressante controllo delle emozioni, un complesso sistema di buone maniere, la sempre più rigida divisione tra sfera pubblica e sfera privata, la sorda lotta delle donne abbienti per l’emancipazione dal potere patriarcale. Tutte queste tendenze sono elegantemente ricostruite dalla Cullen nelle situazioni e nei dialoghi che compongono il romanzo dipingendo così la realtà sociale del XIX secolo. Una realtà di cui continuiamo a subire l’influenza. Fosse pure per trasgredirle è sulle regole di fondo del bon ton ottocentesco che tutt’oggi si basano le interazioni in pubblico, mentre nel privato resiste ancora un’idea dell’amore inteso come gioia sublime.

In “Mrs. Poe”, New York è qualcosa di più di un semplice sfondo su cui si muovono i protagonisti della storia. E’ la città del futuro, della modernizzazione e dell’effervescenza sociale dovuta a una possente immigrazione. New York è il luogo in cui si lanciano i primi palloni aerostatici mentre suini e animali da cortile scorrazzano tranquillamente in ogni strada. New York è la città delle innovazioni tecnologiche e di un’espansione urbanistica incontrollata. New York è la Piccola Mela delle terribili disuguaglianze sociali e dei salotti letterari. Proprio in uno dei più mondani, quello di Anne Charlotte Lynch, Edgar e Frances si incontreranno per la prima volta. Lei, madre di due figlie ancora piccole, è stata abbandonata dal marito – ritrattista alla moda e donnaiolo impenitente. Vive a casa di amici e cerca di vendere le sue poesie nel disperato tentativo di entrare a far parte della ristrettissima cerchia di donne che a New York possono mantenersi grazie alla propria attività letteraria. Lui invece è all’apice della notorietà. La sua poesia, “Il corvo”, ha avuto un successo enorme. Tutti ne parlano, tutti ripetono il refrain “Nevermore”, “Mai più”, e tutti invitano il tenebroso poeta nei loro salotti. Poe è l’uomo del momento. Un uomo che, per sua ammissione, ha inseguito il successo così come la morale americana insegna, e ora che l’ha ottenuto non si sente affatto realizzato.

Cosa manca a Poe? L’anima gemella. Adesso che l’ha trovata però la sorte gli è avversa. Sua moglie, Virginia, sposata quando lei aveva appena tredici anni (matrimonio che alcuni biografi dicono non sia mai stato consumato), è affetta dal mal sottile, così come all’epoca veniva chiamata la tubercolosi, e non le resta molto da vivere. In questa drammatica situazione, di cui tutti sono consapevoli, Virginia si insinua nel rapporto tra Edgar e Frances. Invita la donna a casa, la cerca con insistenza (seppur per il tramite del marito), la va a trovare. D’altra parte tutta New York parla dell’amore adulterino tra i due poeti. I quali peraltro commettono errori di un’ingenuità quasi infantile. Poe ad esempio pubblica sul foglio che dirige, il Broadway Journal, un duetto di poesie d’amore con Frances. Duetto in cui si fa presto a capire che i protagonisti di tanti sospirati versi sono proprio loro nonostante i goffi tentativi di depistaggio da parte degli autori. E qui si apre un’altra prospettiva del libro di Lynn Cullen. Una prospettiva che in molte pagine rievoca le oscure atmosfere dei testi di Poe: Frances è vittima di due incidenti dai quali esce miracolosamente illesa. In un caso rischia di affogare durante una gita in barca e nell’altro di rimanere schiacciata da una lastra di ghiaccio. Circostanze fortuite? Non sembrerebbe. D’altra parte, perché Virginia dovrebbe tenere in casa il dagherrotipo di Frances senza testa? E perché in diversi racconti di Poe una persona innocente finisce assassinata? Come in un poliziesco ben organizzato ecco giungere il colpo di scena finale. Che ovviamente non riveliamo. Basti sapere che nel presentare i personaggi del libro sul suo sito personale Cullen definisce così i tre principali protagonisti di “Mrs. Poe”: “Edgar Allan Poe — A writer and his demons. Frances Osgood — A woman and her desires. Virginia Poe — A wife and her revenge.

Mrs Poe di Lynn Cullen

Neri Pozza editore, 2014

396 p.

15,30 €

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