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Recensione di Avventure di un pulcino di Ida Baccini

Chi avrebbe mai detto che un libro ad oggi sconosciuto, come Avventure di un pulcino, fosse tanto importante per l’odierna letteratura dedicata ai ragazzi?

Non è vero che i classici sono senza tempo, la nostra società così veloce ed esigente molto spesso cambia gusti e orientamenti; un esempio emblematico in tal senso è il libro per ragazzi Avventure di un pulcino di Ida Baccini. Il volume, oggi presentato con un corpus unico che propone Le memorie di un pulcino e Come andò a finire il pulcino, è stato ripreso dalla casa editrice Psiche e Aurora che lo ha rivisitato, donandogli un profilo collocabile nel campo dell’editoria per ragazzi odierna.

Il primo dei due racconti presentati venne pubblicato nel 1875, il secondo dovette attendere ben ventiquattro anni per vedere la luce; anche se questo non ebbe lo stesso successo editoriale di Memorie di un pulcino la stessa autrice, in una delle sue autobiografie, racconta come la tecnica e lo stile sano certamente più maturi, migliori. L’importanza di questo libro è rintracciabile nella sua assoluta innovazione, prima non esisteva nulla di simile; erano stati presentati libri destinati ad un pubblico composto da ragazzi ma erano eccessivamente pedanti, farciti da ammonimenti e da una morale che rendeva illeggibile il libro. Ida Baccini, invece, anche grazie al suo lavoro come insegnante di scuola elementare conosceva il linguaggio dei ragazzi, le loro aspettative e il loro modo di esprimersi: questo è sicuramente stato un elemento di fondamentale importanza per il successo del racconto.

Il protagonista è un piccolo pulcino che viene introdotto da una donna anziana, nonna di tre bambini, che in un noioso pomeriggio si avvicinano alla lettura dei racconti; un escamotage molto interessante che sicuramente induce il giovane lettore all’immedesimazione. Il racconto è ambientato in Toscana ed è interessante segnalare come la scelta della collocazione geografica abbia, in alcuni casi, influenzato anche quella linguistica con inserti dialettali; la cascina di Vespignano è l’ambiente in cui il pulcino trascorre, insieme alla madre e ai quindici fratellini, i primi tempi della sua avventurosa vita: campi, umani gentili e premurosi e animali di ogni tipo. Il pollaio in cui vive è più simile ad un ambiente casalingo che ad un rifugio per animali, viene descritto grande, arioso e pulito; continuando con la lettura ci rendiamo sempre più conto dell’opera di fine persuasione della Baccini: continui rimandi che permettono l’immedesimazione e soprattutto il pulcino viene presentato come una creatura antropomorfa che possiede, quindi, caratteristiche e forme molto simili a quelle dell’essere umano.

Il pulcino, che solo nel secondo racconto prenderà il nome di Cocò, parla costantemente in prima persona raccontando al giovane lettore le sue avventure e non solo, la storia mira ad un insegnamento che passa attraverso la morale del “giusto comportamento” e lo fa attraverso dei consigli, dei suggerimenti che vengono metabolizzati dal lettore perché provengono da un suo pari e non da un  adulto.

Sono tre i punti focali delle storie su cui gira poi l’intera stesura, molto più assidui nel primo racconto: il primo è il comportamento dei pulcino che, pur essendo estremamente accomodante e buono, si comporta come un bambino vivace e curioso che alcune volte disobbedisce alla madre. Questo lo porta a commettere sbagli e a mettere in pericolo la sua stessa esistenza in diverse situazioni, una delle si presenta quando il pulcino, persuaso da un nuovo galletto del pollaio  a fare una passeggiata per raccontare una storia, si ritrova al buio in un campo distante dal su cortile e, abbandonato dal galletto dispettoso e cattivo che gli ha teso una trappola, si rende conto che i consigli della mamma erano gusti: più volte lo aveva messo in guardia da quell’animale che mostrava di aveva un cuore cattivo e duro.

Il secondo punto è quello della trasmissione dei valori morali come la libertà –venuta meno in occasione del primo trasferimento del pulcino quando, appena fuori la casa natale e diretto verso la città, viene rinchiuso in una gabbia che permette ai nuovi padroni di portarlo con loro- e il patriottismo; dobbiamo, in questo caso, collocare storicamente il racconto nell’immediato post risorgimento, in un momento in cui il fervore era ancora molto forte e in cui bisognava iniziare quella lenta e difficile educazione del nuovo popolo italiano. La Baccini utilizza l’escamotage della conversazione tra padre e figlio, che accosta la madre patria alla madre del piccolo, per far capire quanto sia importante rispettare coloro che partono come soldati e che non bisogna sottrarsi a questo che è un obbligo per ogni bravo cittadino.

Il terzo, nato forse anche dal ruolo di madre che riveste la scrittrice toscana, è uno dei punti forse più presenti nelle storie: la mamma ha sempre ragione; il bambino, in questo caso il giovane pulcino, si illude di poter ingannare la madre. Questi concetti erano ovviamente già presenti nella letteratura precedente, il punto di svolta di Memorie di un pulcino risiede nel coinvolgimento del lettore che si ritrova ad aver vissuto in prima persona l’esperienza: il messaggio non è cambio ma diverso è il modo con cui viene trasmesso.

Nel secondo libro, Come andò a finire il pulcino, la stessa scrittrice diventa un personaggio del racconto: il pulcino è ormai diventato un galletto, anzi ora è un gallo vecchio e malridotto, si è sposato, ha avuto figli ed ha anche cambiato nuovamente residenza; sta scrivendo un nuovo manoscritto con le sue memorie da adulto (il primo racconto invece si basa sulla sua infanzia) ed è diventato un elemento essenziale per il personaggio della scrittrice stessa.

Sulla scia di questa nuova modalità di approccio alla letteratura per ragazzi nascono nuovi testi, uno fra tutti che rappresenta una pietra miliare della letteratura mondiale: Pinocchio. Ebbene si, Avventure di un pulcino è l’antenato del burattino più famoso del mondo, ha preparato il terreno a quella storia senza tempo che ancora oggi è un cult. Nel ventisettesimo capitolo Collodi ha deciso di fare un omaggio al pulcino e alla scrittrice citando il testo, che compare in una zuffa tra Pinocchio e i suoi compagni di scuola.

 Avventure di un pulcino è un libro senza età, interessante per il lettore che sta muovendo i primi passi nel mondo della letteratura ma anche per l’adulto navigato e curioso: una lettura necessaria per ampliare il proprio bagaglio culturale.

Avventure di un pulcino di Ida Baccini

Psiche e Aurora, 2011

206 pag.

€ 11.00

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