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La performance scenica dal vivo è sempre ricca di significato ed irripetibile, questo è valido per shooting fotografici, happening artistici o per le kermesse teatrali; proprio quest’ultima forma d’arte, regina e madre dello spettacolo, nel tempo ha portato con sé lo specchio delle epoche in cui viveva; se dovessimo fare un paragone tra il teatro greco e quello contemporaneo potremmo rivedere al suo interno le caratteristiche delle epoche, degli uomini e del gusto dominante dal tempo.

Il teatro contemporaneo è quello più vicino a noi, si è sviluppato a partire dagli inizi del Novecento la cui nascita è sancita dalla reazione al teatro verista ottocentesco che consiste nel superamento della rappresentazione della realtà e della netta separazione tra ciò che è quotidiano e la realtà teatrale, fatta di suggestione, affabulazione e gioco immaginifico che si instaura tra attore e pubblico. Concretamente cambiano le modalità, i temi, muta il ruolo dell’attore (il teatro della parola si trasforma nel teatro dell’azione fisica con l’interpretazione dell’emozione da parte dell’ attore teorizzata dal famosissimo  Kostantin Sergeevič Stanislavskij) e nasce una nuova figura: il regista. Esempio simbolico in questo senso fu Luigi Pirandello per il quale l’interpretazione introspettiva dei personaggi dava una nota in più al dramma borghese che divenne dramma psicologico; nello specifico, secondo il celebre drammaturgo, l’attore doveva riuscire ad essere quel personaggio e non a recitarne la parte, questo poteva essere raggiunto solo con uno studio in profondità sul personaggio e con un nuovo assetto della compagnia teatrale, che cambiava a seconda degli spettacoli e dei personaggi.

L’aspetto su cui vogliamo concentrarci, però, è quello della drammaturgia, della composizione del testo che vede nella nostra contemporaneità la scrittura su carta e su scena; parliamo di scrittura scenica quindi, una particolare forma di scrittura in cui la parola perde la sua centralità scrivendo direttamente per la scena, sono testi che non possono essere letti come quelli composti da Shakespeare ma vanno visti a teatro, tramite un’esperienza diretta.

Il teatro non è certamente solo quello delle grandi compagnie, delle grandi manifestazioni ma vive di ricerca e di sperimentazione, portata avanti dalla piccole e medie realtà. Un esempio è sicuramente quello della rassegna teatrale “Altrove” la cui direzione artistica è di Claudio Dezi, giovane attore, regista e drammaturgo che da anni lavora in ambito teatrale; lo abbiamo intervistato in occasione della rassegna teatrale di cui è responsabile e che ha avuto luogo a Colleferro, cittadina in provincia di Roma, presso il Teatro Comunale Vittorio Veneto. Alla nostra domanda sul come e perché nasce la rassegna, l’ideatore risponde <<Nasce perché, dopo molti anni di attività teatrale in questo territorio, ho ricevuto l’incarico di proporre un progetto culturale da inserire nella programmazione del Teatro Comunale di Colleferro. Si tratta di una rassegna che ho organizzato con la mia associazione in collaborazione con l’assessorato alla Cultura e con il prezioso aiuto di Stefano Raucci, direttore artistico del Teatro. Il perché è molto semplice: volevo proporre al pubblico qualcosa di diverso, di alternativo alla tradizionale stagione teatrale organizzata dall’ATCL. Il nome “Altrove” – che significa “in un altro luogo, in un altro posto” – sta ad indicare un teatro “altro” rispetto a quello dei cartelloni ufficiali e delle istituzioni teatrali, spesso identificato con il termine OFF>>. Sicuramente per i non addetti ai lavori questa terminologia può apparire ostica, in realtà il teatro OFF è un teatro che si avvale di spazi alternativi a quelli ufficiali (sulla scena romana uno dei teatri più importanti e conosciuti in questo senso è il Teatro dell’orologio) e che permette una maggiore sperimentazione: dal cabaret d’avanguardia alla commedia musicale. Claudio ci spiega che <<Si tratta di un teatro che, non godendo di finanziamenti pubblici, vive di se stesso, della cultura che produce, di creatività e di idee estemporanee, spesso costretto a trovare da sé i suoi spazi di creazione e i suoi luoghi di rappresentazione. La sua drammaturgia è legata al contemporaneo, anche quando elabora o riadatta opere del passato; pertanto, racconta la realtà e il teatro di oggi, con il linguaggio di oggi, avvalendosi di mezzi espressivi essenziali (come l’attore, lo spazio, il suono, la luce, gli elementi scenici multimediali) e con dichiarati intenti biografici, storici, politici, poetici e simbolici, indipendentemente dal “genere” di spettacolo proposto>>; possiamo dire che “Altrove” è una kermesse teatrale basata sul teatro OFF, che ha scelto di proporre al pubblico compagnie che lavorano sulla scena romana e che hanno ricevuto diversi riconoscimenti importanti e, nel caso di  Viva La Vida! Le Due Frida, anche internazionali.  Questo spettacolo è dedicato alla grande pittrice messicana Frida Kahlo e dopo essere stato rappresentato a Roma è stato fortemente voluto dall’Istituto di Cultura Italiana in Messico e dal Museo Frida Kalho  “Casa Azul”; lo spettacolo è stato rappresentato lo scorso aprile a Coyoacan, Città del Messico con grande soddisfazione di Lucia Mattei (ideatrice, attrice e direttrice) che ci dice <<Lo spettacolo è stato un lavoro appassionato e poetico, un “racconto visivo” della parte più intima e profonda della grande artista messicana Frida Kahlo, che vuole rendere omaggio alle sue opere, prima fra tutte il capolavoro che fu la sua vita>>. Quando parliamo con Claudio di questo spettacolo ammette la sua stima per la sua amica Lucia e afferma <<La rassegna prevedeva tre spettacoli in abbonamento e un quarto allestimento, abbastanza sperimentale, fuori abbonamento. Ho deciso di aprire con Viva La Vida! Le Due Frida perché è uno spettacolo incantevole ed emozionante, con alla base un ottimo lavoro registico e le due protagoniste Lucia Mattei e Francesca Ferrari (performer e autrice delle coreografie) davvero molto brave. Fin dall’inizio sono stato coinvolto in questo progetto affiancando Lucia nel montaggio dei video e di alcune tracce audio, per poi specializzarmi nel disegno luci. Conoscendolo molto bene ho pensato che fosse perfetto come evento d’apertura della rassegna e così è stato. Poi il programma ha previsto l’allestimento della mia commedia buffa Ih-Oh! 2 perfette Teste d’Asino, un testo molto particolare che ho tradotto, adattato e riscritto insieme a Daniele Gatti e che ha vinto due premi alla rassegna “Il Teatro del Divenire” di Guidonia-Montecelio (Miglior attore ex aequo a Claudio Dezi e Daniele Gatti e Miglior adattamento drammaturgico). Il terzo spettacolo, una novità vera e propria per Colleferro, è stato Orlando Bodlero, un omaggio a Carmelo Bene che ha portato il teatro sacro all’attenzione dei nostri spettatori. La performance dell’attore Daniele Fedeli (regista dello spettacolo insieme al fratello Mario Fedeli e all’attrice Manuela Mosè) è stata memorabile, e il pubblico gli ha tributato un lungo applauso come non ne vedevo da molto tempo. Daniele Fedeli non solo ha vinto il premio “Giovane Talento” al Roma Fringe Festival 2014, ma è stato in nomination per il “Miglior Attore” e per il premio “Special Off”; ed è giusto ricordare che gli spettacoli in cartellone al Fringe Festival erano oltre 70. Infine, la Rassegna Altrove si concluderà il 13 e 14 dicembre con un spettacolo sperimentale tratto dagli Intermezzi di Cervantes, che ha per titolo Gli Ingannati e che vede protagonisti i due gruppi dell’Officina Teatro, lo storico laboratorio teatrale di Colleferro giunto al suo 15° anno di attività. Gli attori in scena saranno ben 19!>>.

Il discorso sul teatro contemporaneo è onnipresente nella chiacchierata con Claudio Dezi e gli chiediamo quale sia, secondo la sua esperienza da direttore del progetto, lo spettacolo maggiormente rappresentativo <<La mia idea di teatro contemporaneo è rappresentata dall’insieme delle tre proposte, dato che ognuna va ad arricchire il discorso iniziato (o concluso) da quella precedente. In questi tre spettacoli – e lo dico senza presunzione – troviamo quasi tutte le tendenze, le modalità e le attitudini del teatro contemporaneo, con particolare riferimento a quello OFF>>.

È una scelta coraggiosa quella di proporre spettacoli di questa tipologia in una realtà in cui mai nulla di simile aveva avuto luogo prima << E’ stata e rimane tuttora una grossa sfida. Bisogna essere davvero degli incoscienti per ottenere il primo vero incarico della tua vita teatrale e giocartelo su un terreno così difficile>> ci spiega Claudio e continua dicendo <<La cosa che più mi ha dato soddisfazione è stata la risposta del pubblico: pur non potendo accontentare il gusto e il senso estetico di tutti, gli spettacoli hanno ottenuto un ottimo riscontro. Non voglio dire di aver sottovalutato l’utenza, ma di certo il coraggio è stato premiato. E spero che anche i miei colleghi siano soddisfatti di questa esperienza>>.

Un bilancio positivo quindi che Claudio vuole riassumere con questa frase: Il teatro è un’avventura senza fine, non c’è un punto d’arrivo ma solo un percorso lungo e travagliato che non è dato sapere dove ci porterà.

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