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Recensione di Verità imperfette. Noir a incastri multipli a cura di Luigi De Pascalis

Verità imperfette, un noir per dieci scrittori

Sperimentare fa bene. In letteratura poi fa benissimo. E un esperimento è senz’altro Verità imperfette. Noir a incastri multipli. Per due anni dieci scrittori (nove uomini e una donna) si sono impegnati nella stesura di un romanzo le cui fasi di lavoro sono state seguite da Luigi De Pascalis, curatore del volume. Inizia così a spiegarsi il sottotitolo del libro. Come precisa lo stesso De Pascalis nella Postfazione, il lettore non ha tra le mani un romanzo scritto a più mani, né, tantomeno, un’antologia. Seguendo poche regole comuni ogni autore ha scritto in piena autonomia un capitolo del libro alla stessa maniera con cui un musicista si esprime in un’orchestra o, meglio ancora, in una jam-session. Il risultato è un romanzo corale frutto di molta tecnica. Sicuramente il libro sarà apprezzato dagli amanti della letteratura intesa come scrittura razionale. Scrittura che poco concede all’ambiguità della parola, e nulla alla sua opposizione alla realtà, producendo, tra l’altro, una sorprendente uniformità stilistica che coinvolge senza eccezione alcuna i dieci autori.

La storia prende spunto da un fatto di cronaca accaduto negli Stati Uniti: il suicidio di una ragazza anoressica che era stata seguace di una setta satanica e successivamente presa in cura in una clinica dove si sperimentava un farmaco antidepressivo all’insaputa dei pazienti. Ma si è trattato davvero di suicidio? Verità imperfette muove dalla tragedia avvenuta al di là dell’Atlantico adattandola all’ombra del cupolone, in una Roma cupa e nebbiosa che costituisce forse il più significativo espediente letterario per immergere la vicenda in un’atmosfera noir. E come dichiara il sottotitolo del libro è un noir quello che abbiamo tra le mani. Per questo motivo molta attenzione è posta al dialogo interiore dei personaggi e ogni capitolo del volume ne presenta uno o più, mentre una serie di articoli di giornale fa da filo conduttore della storia.

Come in tutti gli esperimenti si va avanti per prove ed errori. Ma non sarebbe utile dividere capitoli e personaggi in riusciti e non riusciti. Il plot è così collaudato (un suicidio che sa di omicidio) da assicurarsi un pubblico e allo stesso tempo rassicurarlo. Per questo motivo possiamo aggiungere che il libro è predisposto per la sceneggiatura di un telefilm. Di più: Verità imperfette potrebbe diventare un film o, perché no, un videogioco. Insomma, abbiamo a che fare con un prodotto pronto per il salto nella multimedialità. D’altra parte, quando si utilizzano materiali estratti dai pozzi della cronaca nera il loro utilizzo è molteplice così come avviene per il petrolio. Perché tali fatti possono essere lavorati su più piattaforme (dalla vecchia carta stampata all’eroico cinema, passando per l’imperante tv) dando vita a prodotti sempre uguali e sempre diversi.

La dialettica uguale/diverso ci pone dinanzi alle certezze messe a disposizione dell’immaginario del lettore: la morte sospetta di una giovane anoressica – Chiara Maffei – trovata dalla sua coinquilina al piano terra di un appartamento di Via Merulana. Seguono suicidi, indagini, turbamenti psicologici, una clinica nell’occhio del ciclone – clinica in cui è stata ricoverata Chiara – e il profilo sia degli investigatori che dei personaggi in qualche modo collegati con il suo apparente suicidio. Uomini e donne dai ritratti a tutto tondo: Antonia Monanni, magistrato inquirente con problemi personali e di carriera, l’infelice ma esperto maresciallo Antonio Corsetti, un puntiglioso anatomopatologo, un personaggio orribile come Giovanni Palmisano, che fa il portantino nella clinica su cui convergono le indagini, ma che come seconda attività procura ragazze minorenni ad anziani danarosi e finisce per suicidarsi. Ovviamente nel romanzo compaiono molti altri personaggi. Ma quelli che abbiamo appena elencato bastano perché il lettore si chieda: la letteratura fa notizia o è la notizia che fa la letteratura? Ci sembra che sia questa la domanda principale che suscita Verità imperfette. La risposta probabilmente non c’è perché sicuramente sarebbe anch’essa una verità imperfetta.

Verità imperfette. Noir a incastri multipli
A cura di Luigi De Pascalis
Del Vecchio Editore
2014
14,80 €

Patrizio Paolinelli, VIAPO, inserto culturale del quotidiano Conquiste del Lavoro, 28 giugno 2014.

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