GIALLO CONTADINO di Daniela Esposito

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La giovane morte di Mario Pietrantoni di Enrica Belli

Un poliziesco d’altri tempi: l’esordio di Enrica Belli.

Spero di non esagerare nel definire il romanzo d’esordio di Enrica Belli un piccolo gioiello nel panorama editoriale italiano. Nell’Abruzzo rurale degli anni del regime, la giovane promessa sportiva Mario Pietrantoni viene brutalmente assassinato. All’indomani del delitto ben due rei confessi si presentano nell’ufficio del commissario Gregorio Linguiti, contribuendo a intorbidire il fondale di uno scenario in cui causa e effetto non sono poi così scontati.

Enrica Belli ci propone un nuovo sguardo sul mondo contadino, che la Storia sfiora senza intaccare, prendendo liberamente spunto dalla figura del ciclista Ottavio Bottecchia, alias il Muratore del Friuli, per due volte vincitore del Tour de France e morto a soli trentatré anni in circostanze mai del tutto chiarite. Intorno a questo reale fatto di cronaca, la Belli costruisce la vita e le aspirazioni del giovane Mario, così come le indagini che porteranno il commissario Linguiti all’identificazione dell’assassino.

Il romanzo, uscito lo scorso 28 aprile per Frassinelli, unisce una trama efficace e lineare ad uno stile sobrio e molto curato, i quali rimandano, pur senza lo stesso impegno e le sottese ragioni, ai racconti polizieschi di Sciascia. Ad interessare autrice e lettori non sono tanto i comunque interessanti vicoli dell’intreccio, quanto la descrizione di un mondo che oggi forse non c’è più: l’universo contadino e le sue dinamiche che il protagonista cerca di fuggire ma che oggi possono generare rimpianto e nostalgia. Malgrado l’attrazione delle origini e della semplicità cui La giovane morte di Mario Pietrantoni può indurre i lettori abituati a quest’era telematica, ci troviamo dinnanzi a una realtà molto dura, non solo da un punto di vista fisico ma anche, e soprattutto, intellettivo.

È in un contesto di miseria e staticità che Mario matura l’ambizione di distinguersi, ovvero in una società in cui il prestigio famigliare è certificato dai posti occupati in chiesa la domenica. È ancora in questo scenario che si muovono i personaggi che compongono il teatro popolare creato dalla scrittrice: la bella e superficiale Caterina, i membri del partito, la piccola Lina, sorella di Mario, e sua nonna Antonia, rappresentante quest’ultima di un potere matriarcale forte e coesivo. Ed è nello stesso ambiente che Carlo, padre di Mario, si fa artefice del proprio avvilimento come uomo, alludendo con questo termine prima al ruolo del pater familias, poi all’umano che soccombe incapace di reagire di fronte ai sentimenti più biechi e meschini dell’inadeguatezza e dell’invidia.

Intrecciando ironia e malinconia e sfruttando intelligentemente lo strumento dialettale, Enrica Belli dona al pubblico una storia capace non solo di intrattenere piacevolmente, ma anche di ampliare la percezione della natura umana e dei suoi drammi.

La giovane morte di Mario Pietrantoni
di Enrica Belli
Frassinelli
aprile 2015
15,00 €

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