bianconiglio

Alice: Volevo soltanto chiederle che strada devo prendere!
Stregatto: Beh, tutto dipende da dove vuoi andare!”

Questa è la descrizione della pagina Facebook del Bianconiglio, la nuova associazione giovanile di Caserta composta da ragazzi volenterosi e promotrice di varie e riuscite attività culturali di ogni genere. Il prossimo grande appuntamento sarà per domenica 24 maggio 2015, dalle 10.00 alle 20.00, presso Piazza Vanvitelli, con il Book-crossing “Porta un libro – Prendi un libro”, dove si avrà la possibilità di far circolare liberamente la cultura tra i cittadini e non, con un’iniziativa che si inserisce nella rete del Maggio dei Libri. Abbiamo avuto la possibilità di intervistare gli organizzatori, che ci hanno parlato sia della loro associazione che di questo interessante evento.

associazione BianconiglioCom’è nata l’idea di creare questa associazione e chi ne fa parte? Di cosa si occupa esattamente?
L’idea è nata un po’ per caso: è partita dalla volontà di un singolo, un amico, che tra amici ha cercato consensi e collaborazione e facilmente ne ha trovati. Siamo perlopiù studenti universitari, un gruppo molto eterogeneo perché composto da persone che hanno interessi e formazione completamente differenti: astrofisica, ingegneria, biotecnologia, lingue, economia, design, editoria, scienze politiche…e siamo assolutamente certi che questo sia il nostro maggiore punto di forza.
È per questo che vorremmo occuparci di tante cose: vorremmo organizzare attività che abbiano un risvolto culturale di qualunque tipo (letteratura, cinema, teatro, musica, ma anche fumetti, cucina…), vorremmo fare informazione, campagne di sensibilizzazione su temi che ci sembrano importanti, organizzare attività di intrattenimento, sportive, ludiche, di qualunque genere, e poi altro, altro ancora…partoriamo idee continuamente.

Il Bianconiglio rimanda, indubbiamente, all’immaginario creato da Lewis Carroll e sembrerebbe voler simboleggiare un personaggio che trascina dalla realtà piatta a un vero e proprio “Mondo delle meraviglie”. Era questa l’idea che volevate trasmettere quando avete scelto questo nome? Caserta è una città viva dal punto di vista culturale?
In parte sì, il Bianconiglio ci è sembrato, oltre che un simbolo notissimo, l’emblema di quello che un po’ noi volevamo fare: avere un ruolo trascinante, indicare la strada per arrivare altrove. Certo noi per primi non abbiamo la pretesa di conoscerla sempre questa strada, ma siamo convinti che l’importante sia partire e farlo in fretta, attivarsi sempre, la destinazione poi viene da sé. A Caserta siamo certi che serva qualcosa del genere, non che non sia attiva dal punto di vista culturale, ma ci siamo accorti, osservando gli ambienti che noi stessi frequentiamo, che tantissimi giovani sono effettivamente alla ricerca di un intrattenimento costruttivo e diverso, lontano dal solito drink del solito locale, e pensiamo che unendo gli ingegni potremmo effettivamente creare queste possibilità. Quello che serve a tutti è l’occasione.

Quali attività avete organizzato finora e che riscontro di pubblico hanno ottenuto?
In effetti non molte, siamo una realtà giovanissima e ancora in fase di rodaggio; abbiamo tantissime idee in fase di lavorazione, ma, come per tutte le associazioni, la partenza richiede i suoi tempi, ci sono tante cose da sbrigare e tante regole a cui attenersi. Noi, però, non ci siamo mai scoraggiati, abbiamo iniziato ad organizzare alcune serate a tema nella sede, che abbiamo la fortuna di avere, serate con gruppi musicali emergenti casertani, alcuni incontri e dibattiti in concerto con altre associazioni e abbiamo in programma, oltre che il Book-crossing, al quale al momento stiamo dedicando anima e corpo, un ciclo di incontri di divulgazione sui misteri dello spazio, eventi culinari per avvicinare alla cucina gourmet e tanto altro ancora. Tutte iniziative, queste, curate e ideate da membri o assidui frequentatori dell’associazione, giovanissimi, per nessuna di questa iniziative ci siamo rivolti a personaggi esterni o affermati. Per fortuna, anche solo questi pochi progetti ci hanno dato discrete soddisfazioni, soprattutto perché ci stiamo accorgendo che la risposta di pubblico è molto consistente, e questo è un grande punto di partenza.

Il 24 maggio 2015, dalle 10.00 alle 20.00, si svolgerà il Book-crossing porta un libro-prendi un libroorganizzato dal Bianconiglio. Di cosa si tratta?
È un’iniziativa che noi abbiamo battezzato col più immediato “Porta un libro – Prendi un libro”, perché di fatto è questa la possibilità che offriamo a chi intende partecipare: allestiremo uno stand in una delle piazze più importanti della nostra città, dove chiunque potrà attingere alle librerie che abbiamo realizzato con delle cassette di frutta riciclate. Lasciando un proprio libro del quale ci si vuole liberare o che semplicemente si è apprezzato tanto da volerlo offrire alla lettura di qualcun altro, sarà possibile prenderne un altro a scelta, il tutto in forma assolutamente gratuita. Una sorta di baratto che perde il contatto diretto uno ad uno e si trasforma in molti a molti, allargando le possibilità di circolazione di un bene preziosissimo come i libri.

Come avete ottenuto i libri che i partecipanti potranno trovare? Pensa che si tratti di una manifestazione che possa essere ripetuta altrove?
È stato davvero molto più semplice di quanto potessimo immaginare: inizialmente la nostra volontà era quella di costruire con i nostri fondi, derivanti da piccole attività di autofinanziamento, una libreria sufficientemente grande da consentire un’operazione simile e che allo stesso tempo potesse essere sfruttata come un’ulteriore risorsa a disposizione dei soci. Soltanto dopo ci siamo accorti che la generosità delle persone può diventare davvero sorprendente quando ci si trova davanti ad un’iniziativa apprezzata e condivisa. Abbiamo trovato un riscontro da parte di tantissimi privati che hanno creduto nel nostro progetto e hanno deciso di appoggiarlo donando liberamente, in forma assolutamente gratuita, tantissimi volumi e anche qui siamo rimasti molto sorpresi di quanti libri meravigliosi e di pregio si possano ricevere attraverso questo metodo. Indipendentemente dall’evento del 24 maggio, che ci auguriamo sia il primo di una lunga serie di appuntamenti, crediamo che proprio questo grande appoggio ricevuto sia stata la nostra prima vittoria. Le risorse che abbiamo investito si sono rivelate molto esigue rispetto alle cifre che all’inizio ci spaventavano, quindi assolutamente sì, è un’iniziativa che può riproporre chiunque e dovunque. Del resto anche noi ci siamo ispirati a tantissime altre varianti di book-crossing di cui avevamo letto sui giornali.

In che maniera avete diffuso questo evento? Che ruolo hanno avuto i social network in questo senso?
Social, social, social! Soprattutto per quanto riguarda la ricerca di donazioni sono stati fondamentali: siamo partiti da piccoli post nei gruppi casertani, a cui ognuno di noi appartiene nel suo privato, e di volta in volta trovavamo qualcuno che, credendo nella nostra iniziativa, ci aiutava a diffonderla. Il passaparola ha fatto sì che fossero a volte amici di amici di amici a contattarci direttamente per comunicarci che intendevano donare. Abbiamo addirittura ricevuto la chiamata di una libreria che ha partecipato regalandoci volumi dal suo magazzino. Ovviamente poi, per la giornata del 24 maggio, ci siamo affidati anche alle più tradizionali locandine, soprattutto nelle librerie e nelle biblioteche di Caserta, che ci sembravano i luoghi più adatti per promuovere un’iniziativa simile, visto il target dei frequentatori.

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