Scusi scende a Motya

Scusi, scende a Motya? di Enza Corrente Sutera

Enza Corrente Sutera racconta le isole del nostro Paese e, su tutte, la Sicilia “isola tra le isole”…

“Certo è terra di grandi contrasti, che io già coglievo con gli occhi di bambina”… Il legame con la propria terra è un fattore che può assumere diversi connotati. È un rapporto amoroso, spesso rancoroso, fatto di delusioni e di stupiti colpi di scena, di scambi, abbandoni e ritrovamenti. Inferno e Paradiso. A maggior ragione quando si tratta di una terra ricca di bellezza e madre di opere della più alta poesia che il genere umano possa vantare. Questo è il caso della Sicilia di Enza Corrente, o meglio dell’isola delle sue origini famigliari cui numerosi viaggi l’hanno riportata.

“E’ in Sicilia che si trova la chiave di tutto” (J. W. Goethe, Viaggio in Italia)

L’autrice tesse ricordi, miti, curiosità storiche e aneddoti tristemente contemporanei con la bellezza. Una bellezza maledetta di cui si vestono molti luoghi nella nostra Italia amata e maltrattata, madre e donna, ancora bella negli anni della maturità e della decadenza, ancora bella se pur stanca e abusata, e ancora stanca degli abusi subiti. Tra le meravigliose isole nostrane descritte dalla Corrente, hanno un posto d’onore quelle siciliane. Sicilia, che fornisce geni importanti e contrastanti al più grande Paese di cui è parte e di cui riflette l’anima, così come conferma la citazione di Goethe riportata nel libro. Un’attrazione fatale e sofferta quella nei confronti del nostro Paese, che può sembrare inspiegabile ai molti che non capiscono l’essenza del compromesso che si accetta scegliendo di amarlo.

Sono emblematici i paragrafi dedicati a Lampedusa che l’autrice elegge a specchio della “contraddizione o il contrasto, non solo italiano, ma europeo, se non mondiale”. Ma che si eleva a esempio di solidarietà e umanità condivisa nella forza e nell’amore della sua popolazione, primo effettivo faro per le migliaia di persone che su queste spiagge cercano approdo.

Purtroppo un errore tipografico (a pagina 28) ci priva delle ultime parole scritte sulla città fenicia situata sull’isola di San Pantaleo: Mozia, la Motya del titolo, testimonia del potere che la fatale attrazione esercita su chi si avventura per queste terre e che ha portato l’archeologo inglese Joseph Whitaker al ritrovamento del sito.

Ma le pagine più belle sono quelle dedicate a Pantelleria di cui la psicologa bresciana dice: “Davvero questa isola è unica e affascinante. In modo così estremo che si finisce per restarne storditi e desiderare di scappar via subito o si rimane così affascinati da non riuscire più a pensare una vacanza altrove”. È sulla vecchia Cossyra, “non più Europa, non ancora Africa”, che il tono dell’autrice sfiora dei tratti di dovuto lirismo, il quale a sua volta non potrà non coinvolgere il lettore invogliandolo alla scoperta dei preziosi luoghi descritti e di cui il Nostro Paese è ricco.

Scusi, scende a Motya?
di Enza Corrente Sutera
Meccanica delle idee
aprile 2015
pdf o ebook disponibili gratuitamente sulla rivista online “Questo Mese Idee

 

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