La rabbia e l'orgoglio

La rabbia e l’orgoglio di Oriana Fallaci

Lo shock dell’11 settembre, una New York mutilata e il mondo che, impietrito, osserva; è questo il mood con cui Oriana Fallaci scrive quello che poi diventerà un libro che le ridarà voce dopo anni di silenzio. Rabbia, orgoglio, angoscia, ricordi e irrequietezza: questa la Fallaci che ci racconta, senza paura di essere politicamente scorretta, la sua idea di oriente e occidente.

Scrittrice, giornalista e attivista che, ancora oggi, divide il pubblico spaccandolo tra ammiratori incondizionati e oppositori infaticabili. Da sempre è stata motivo di aspre critiche da parte di chi non tollerava la veemenza con cui affrontava temi scottanti e il suo affermare, senza paura, il suo pensiero non di rado politicamente scorretto. In questo libro nello specifico a farla da padrone è l’attacco all’Islam e la divisione che ne emerge tra oriente e occidente, l’invettiva contro una religione che poco prima aveva messo in ginocchio la grande mela, dando inizio ad un vero e proprio clima del terrore che rispondeva, e risponde ancora oggi, ad uno slogan che suona più o meno come “a morte gli infedeli”. Scrive dal suo appartamento di Manhattan e lo fa in maniera prolifera, quasi fosse uno stream of consciousness di joyciana memoria, mettendo nero su bianco le reazioni a caldo di un evento drammatico come quello dell’11 settembre 2001.

Oriana FallaciNon possiamo certamente dipingere Oriana Fallaci come una donna che usava mezzi termini per dire ciò che pensava e ne La rabbia e l’orgoglio emerge prepotentemente tutto il livore con cui la Fallaci argomentò le sue famose prese di posizione rispetto al tema, già allora scottante, dell’immigrazione; in più pagine racconta della sua Firenze vituperata ogni giorno dagli immigrati che sostano nelle sue strade e della differenza, che sfiora l’incompatibilità, tra il mondo occidentale e quello orientale. Le posizioni assunte dalla scrittrice talvolta possono richiamare echi leghisti e di salviniana memoria ma forse, dopo una lettura più approfondita, è possibile accostare le sue parole alla veemenza con cui nostri avi argomentavano quando fondarono l’Italia: non è odio verso l’altro ma è necessità di preservare la propria cultura, radici e origini. L’attacco è contro l’Europa, definita un fallito club finanziario, l’Italia stessa (l’Italia odierna) che non riconosce come il suo paese perché imbelle e infingardo e al movimento femminista italiano che, secondo la giornalista, non accenna ad alzare il capo davanti i soprusi che le donne vivono nei paesi di fede islamica.

Grazie alla sua esperienza come inviata di guerra Oriana Fallaci maturò una profonda conoscenza delle dinamiche politico-culturali di una buona fetta di globo, conobbe uomini illustri citati nel libro ai quali vengono accompagnate considerazioni di natura privata. È questo il background sul quale la Fallaci pontificò la sua rigida opposizione “all’invasione dei figli di Allah” che non sarebbero altro che il nuovo invasore, alla stessa stregua dei francesi, austriaci e tedeschi che camminarono sulla nostra terra senza invito. La partita è aperta e Oriana gioca a carte scoperte “e se i fottuti figli di Allah mi distruggessero uno solo di quei tesori” facendo riferimento al patrimonio artistico nostrano “uno solo, assassina diventerei io. Dunque ascoltatemi bene, seguaci di un dio che raccomanda l’occhio-per-occhio-e-il-dente-per-dente. Io non ho vent’anni ma nella guerra ci sono nata, nella guerra ci sono cresciuta, di guerra me ne intendo. E di coglioni ne ho più di voi che per trovare il coraggio di morire dovete ammazzare migliaia di creature incluse le bambine di quattro anni. Guerra avete voluto, guerra volete? Per quel che mi riguarda, che guerra sia. Fino all’ultimo fiato”.

2001-2015, sembra che il tempo si sia fermato: il quadro è rimasto essenzialmente il medesimo che la Fallaci disegna nel suo libro, il mondo, pur essendo veloce, sembra sia cambiato ben poco dal 2001 ad oggi.

Un libro consigliato a tutti coloro che vogliono continuare ad indignarsi per le storture della nostra società e tentare di uscire fuori dal mito della Fallaci che, troppo spesso, è vittima essa stessa della durezza che la contraddistinse.

La rabbia e l’orgoglio
di Oriana Fallaci
(In copertina) ed. Rizzoli 2011
€ 10.00

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Un pensiero riguardo “L’ORIENTE E L’OCCIDENTE DI ORIANA FALLACI di Viviana Minori

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