Mario Michele Pascale

FRACASSARE UN CRANIO PUÒ ANCHE ESSERE BANALE di Mario Michele Pascale

“Cosmetico, l’uomo si lisciò i capelli con il palmo della mano. Doveva essere impeccabile perché l’incontro con la sua vittima avvenisse a regola d’arte”.

Textor Texter è colui che tesse la trama del racconto. Impeccabile scocciatore e maieuta si presenta alla sua vittima nella sala di attesa di un aeroporto. Adopera la cosmesi come arma: questa non è una branca della chimica che si occupa dell’aspetto del corpo, essa è una teoria unificante del tutto. Textor Texter si insinua con abilità nel discorso, conquistando, esattamente come la goccia che scava nella roccia, l’attenzione di Jerome Angust. Non è una cosa semplice, alle volte il ragionamento di Texter sfiora la violenza, una forza che non è fisica, ma spirituale. Oggetto del discorso, dopo una lunga digressione ellittica che tanto ricorda Cancroregina di Tommaso Landolfi, è la morte della moglie di Angust, Isabelle, uccisa il 24 marzo del 1989. Jerom Angust venne interrogato dalla polizia: egli quel giorno era al lavoro. O quantomeno le evidenze ed il suo stesso ricordo lo collocavano al lavoro. Textor Texter rivendica l’omicidio, ricostruendo in maniera perversa il suo rapporto con Isabelle.

Alla fine del racconto, il cadavere di un uomo viene ritrovato nell’aeroporto, con il cranio fracassato. È Angust, ma è anche Texter. Essi sono la stessa persona su due livelli di coscienza diversi. L’unico modo che hanno per trovare la pace è quello di eliminarsi a vicenda: Textor provoca e costringe Jerome al suo secondo assassinio. Contemporaneamente Textor fa giustizia, disvelando la vera identità dell’omicida, sepolta dal senso di colpa e dalla rimozione.

cosmetica del nemicoAvvincente e limpido, alla maniera della clartè francaise, Cosmetica del nemico, inchioda il lettore alle sue pagine. Come narrazione funziona. Ha anche spunti intellettuali di rilevo e si nota molta familiarità con le categorie filosofiche, adoperate con maestria. Amélie Nothomb è scrittrice di razza. Delude, a fronte di una costruzione ben curata, un finale troppo semplicistico, giocato sull’antinomia Dott. Jeckyll e Mr. Hyde, che pur avendo avuto molta fortuna ha anche generato una quantità infinita di squallide copie e noiosissime ripetizioni. Un finale, quello di Cosmetica del nemico, estremamente scontato, a tratti banale.

Una vera e propria eiaculazione precoce della letteratura dopo splendidi preliminari.

Cosmetica del nemico
di Amélie Nothomb
Voland 2003
euro 11,00

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