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Il Festival del teatro medievale di Anagni mette in scena canti, suoni, esposizioni, letture di testi e soprattutto il teatro: una meravigliosa cornice per un’interessante manifestazione.

Ormai è alla sua XXII edizione il Festival del teatro medievale di Anagni, un appuntamento che da molto è un must per gli amanti delle attività culturali estive, di cui i piccoli borghi sono protagonisti indiscussi. Questa volta ci troviamo in Ciociaria, una terra meravigliosa arricchita da grandi tradizioni, e in particolare ad Anagni, cittadina celebre per essere stata scenario del famoso “schiaffo di Anagni” che, nel 1303, vide protagonisti Papa Bonifacio VIII e Giacomo Colonna detto Sciarra; motivazioni storiche e politiche si celano dietro il famoso schiaffo che, probabilmente, non fu uno schiaffo materialmente dato ma un oltraggio morale al potere temporale e spirituale del Papa. Alagna, così viene chiamata la cittadina da Dante in un passo del Purgatorio della Divina Commedia, è da sempre una splendida cornice per eventi culturali e il Festival del teatro medievale è uno di questi. Diversi gli appuntamenti quest’anno con nomi di spicco sul panorama nazionale come Sandro Veronesi e Mascia Musy. Diversa è stata anche l’offerta rispetto agli spettacoli teatrali, oggi vi parlo di uno in particolare: Il ciclope.

Enzo SicilianoIl ciclope scritto da Enzo Siciliano, che certamente non ha bisogno di presentazioni, è stato interpretato dal figlio, il bravissimo Francesco Siciliano. Lo scrittore amplifica l’espressività già presente in Euripide che trasformava in farsa uno degli episodi più famosi dell’Odissea: l’incontro tra Ulisse e Polifemo avvenuto alle falde dell’Etna; Siciliano lo fa con grande sapienza letteraria e sensibilità linguistica, approfondendo la scena colorata dialettale Italiana.

Dialetti del sud come siciliano, pugliese, calabrese ma anche romano con commistioni esterofile quali francese, inglese e tedesco: un multilinguismo in piena regola che rende la commedia vivace e simpatica ma anche arguta ed impegnata. La coloritura dialettale e il registro linguistico estremamente variegato catturano lo spettatore che viene trasportato, grazie alla recitazione di Francesco Siciliano, in voli pindarici dalla Sicilia a Troia, da Roma all’Inghilterra.

Tre sono i personaggi principali su cui la scena si impernia: Polifemo, il11774736_10207386273200755_1609285829_n ciclope padrone della terra dove sbarcano i greci; Ulisse e Sileno, il vecchio pastore messo per punizione da un dio a guardia insieme ai suoi figli, tutti personificati dall’uno e trino Francesco Siciliano che, attraverso sapienti cambi linguistici e tonali, rende visibile il passaggio dall’uno all’altro personaggio. Uno spettacolo che ha diversi livelli di lettura e che è versatile rispetto al pubblico che gli si presenta: dal bambino che sorride per le battute colorite allo studioso che apprezza la trama e l’intreccio della recitazione.

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Un pensiero riguardo “CIOCIARIA: TEATRO PER TUTTI di Viviana Minori

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