Quando mi dicono che un libro è bello oppure brutto, la prima cosa che cerco di fare è di leggerlo il prima possibile. Non tanto per seguire quello che fanno gli altri, ma per vedere io stessa, nella maniera più distaccata possibile, se posso confermare o confutare la premessa iniziale. Avevo ricevuto pareri discordanti sulla saga di Twilight e, nonostante non mi sia piaciuta sin dalle prime righe, non ho mollato fino a quando non sono arrivata alla fine di tutti i libri; ora che ho letto da poco il meraviglioso classico Via col Vento, non posso fare a meno di fare dei paragoni tra le due opere e, in particolare, tra le due protagoniste principali.

Sembrerà un paragone un po’ strano quello che mi accingo a fare: sono due protagoniste lontane nel tempo che vengono da due autrici molto diverse tra loro. Una è una quarantenne di religione mormone, l’altra una giornalista degli anni Venti che ha intervistato Rodolfo Valentino e ha scritto un romanzo che le ha fatto vincere il Premio Pulitzer nel 1937. Entrambe le loro eroine hanno però qualcosa in comune: una buona dose di anticonformismo, testardaggine da vendere e una passione innata per i triangoli amorosi. Il modo in cui queste caratteristiche si realizzano in ognuna di loro sono molto diverse e portano a risultati diametralmente opposti.

Rossella, nata dalla penna della giornalista Margaret Mitchell e intraScarlett O'Haramontabile protagonista di Via col Vento, è un personaggio che non possiamo fare altro che ammirare, al di là dei suoi capricci e delle sue scelte senza scrupoli. Questo perché la vediamo crescere sotto i nostri occhi: dall’inizio del libro in cui è una sciocca ragazzina viziata a cui la vita non ha mai riservato altro se non gioie, benessere e qualche piccola scaramuccia con le sorelle, fino alla fine, in cui è una donna piegata dai dolori della vita che ha imparato a domarli fino a trarne delle opportunità di crescita. Il suo amore per Ashley, marito di sua cognata che è anche la persona che più la difende e ama, svanisce in una bolla di sapone nel momento in cui capisce di aver amato una chimera, simbolo del suo adorato mondo per come lo conosceva nella spensieratezza della gioventù. Un amore semplice che poteva controllare e il cui pensiero le dava conforto, come se riuscire ad avere Ashley potesse riportare le Dodici Querce e Tara all’antico splendore, assieme a tutti i loro abitanti ormai morti nella guerra. Il suo amore per Rhett, nascosto nel suo cuore anche a lei stessa, è il simbolo invece dell’amore maturo, che protegge, si sacrifica ma allo stesso tempo è esigente e richiede qualcosa in cambio per poter crescere. Il vero amore non è più un giocattolo che si può avere puntanto i piedi: se non si è maturi abbastanza da capirne il valore, si rischia di perderlo per sempre. Scarlett è una persona imperfetta, con tanti difetti e una caparbietà che non può essere ostacolata da niente e nessuno. Se ciò farebbe di lei una persona detestabile, nella realtà letteraria la rende un personaggio assolutamente perfetto, a tutto tondo, un esempio da seguire quando ci si sente deboli e sconfortate. Rossella O’Hara è colei che non sa niente del mondo e da ragazza ha solo imparato ad affinare le sue doti di seduzione, ma scopre uno spirito di sopravvivenza che nessuno credeva che avesse, e il suo affrontare i problemi con un Ci penserò più tardi. Più tardi avrò il coraggio di sopportarlo. Non voglio pensarci adesso  è di una saggezza disarmante. Tutti noi dovremmo seguire questo ragionamento: ci risparmieremmo un sacco di mal di testa e malumori.

Bella SwaBella Swann, protagonista della saga Twilight di Stephenie Meyer, è invece sempre la stessa dal primo all’ultimo libro. Apatica, vagamente depressa della sua vita, poche cose sembrano veramente turbarla. La sua vita ruota attorno alla scoperta che le persone della sua vita sono o vampire o lupi mannari, e la cosa non sembra nemmeno sconvolgerla più di tanto. Oltretutto, lei che è una sbadata cronica e cade o si taglia ogni cinque minuti, è innamorata di un vampiro che tutte le volte sta lì lì per mangiarsela o a impedire che la sua famiglia la faccia a pezzi, tutte le volte che si ferisce a sangue. Non appena si conoscono, lei decide che vuole sacrificare la sua vita per diventare una vampira a sua volta: niente università, niente famiglia (i suoi genitori potranno vederla pochissimo e comunque a un certo punto capirebbero che qualcosa in lei è cambiato), niente amicizie tra i suoi compagni di scuola. L’amore che Bella prova per Edward è sempre lo stesso, uguale dall’inizio alla fine: è solo quando lui decide di allontanarsi per proteggerla, che lei dapprima si chiude ancor più in se stessa e dopo comincia ad uscire con Jacob il licantropo: l’indecisione tra il vampiro e il lupo è talmente blanda che nessuno realmente si aspetta che lei scelga quest’ultimo. Il bacio che si scambiano sembra accendere qualche speranza per il simpatico lupacchiotto, che alla fine viene segregato nella friendzone senza alcuna pietà. In tutti i libri della saga, è chiaro a cosa pensa Bella: che Edward è bello, maledettamente bello, troppo bello, ricco, affascinante e… Cavolo, lo abbiamo detto che è bello?! Insomma, senza nulla togliere alla loro grandissima storia d’amore, ma in tutti i libri non si trova un solo argomento che confuti la tesi secondo la quale il loro è un amore tra due esseri vuoti, la cui vita ha acquisito valore soltanto quando si sono trovati. Non che ci sia nulla di male, ma questo è uno dei motivi per il quale la loro storia difficilmente troverà un posto nell’olimpo delle storie d’amore più significative della letteratura.

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3 pensieri riguardo “DUE EROINE A CONFRONTO: ROSSELLA O’HARA VS ISABELLA SWAN di Linda Politi

  1. Ciao Lorenzo!

    Grazie mille per il tuo intervento! Hai ragione: a questo punto, dato che nella saga di Twilight è tutto immobile, anche la Meyer avrebbe fatto meglio ad uniformarsi e a stare ferma invece di scrivere tutti quei libri 🙂

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  2. La mancata formazione di un personaggio durante l’arco narrativo non è necessariamente un male. Ci sono numerosi protagonisti fra i capolavori della letteratura che colpiscono per la loro immobilità mentre il mondo cambia intorno a loro. È il punto di vista che viene stravolto, il personaggio che fa da confronto per misurare i meccanismi di un moto perpetuo e inarrestabile.
    Tuttavia Bella non rientra neanche in questa categoria. Lei è immobile, circondata da personaggi immobili che vivono in un mondo immobile.

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