11982419_10207685518441699_390130321_o

Recensione de Il calendario del popolo – L’Italia delle meraviglie

Il Belpaese: fucina dell’arte e della scarsa tutela del patrimonio artistico. Save Italy, MIBACT e RE-ST-ART: la buona prassi.

Oggi non è sul mattone che bisogna intervenire, ma sulla conoscenza. Bisogna che gli italiani sentano come prioritario il tema della tutela del territorio e del proprio patrimonio culturale e storico.

Philippe Daverio

L’Italia delle meraviglie, questo il titolo del numero 766 de Il calendario del popolo edito da Sandro Teti Editore; un numero, questo, che spicca per omogeneità tematica e che, come sempre, racchiude al suo interno rubriche e approfondimenti che spaziano dal tema portante: il patrimonio artistico italiano e la sua gestione. L’editoriale firmato da Sandro Teti dona al lettore il monito dal quale poter trarre le proprie valutazioni affermando che la nostra nazione detiene il maggior numero[1] di siti da proteggere: ben cinquanta.

Stato di abbandono e valorizzazione attraverso progetti mirati, questi i due poli all’interno dei quali si muove la cultura italiana. Non dobbiamo pensare all’arte come a qualcosa di astratto, non meglio determinato e soprattutto non dobbiamo supporre che l’arte sarà per sempre; è chiaro a tutti che, se continuiamo su questa rotta, molti dei siti per i quali l’Italia è famosa in tutto il mondo un giorno non molto lontano diverranno il nostro tallone d’Achille. Il nostro Paese quest’anno ospita EXPO, esposizione internazionale che, come afferma l’ideatore di Save Italy  Philippe Daverio, è un evento che riguarda più la comunicazione che la salvaguardia o la promozione del nostro patrimonio culturale. L’EXPO mi sembra così più una pubblicità sui maccheroni e sul formaggio che un ragionamento sul rapporto con l’ambiente naturale e con il patrimonio storico-artistico. Save Italy nasce nel 2011 all’indomani dell’annuncio dell’ex governatrice del Lazio Renata Polverini di voler mettere davanti alla meravigliosa Villa Adriana una discarica, evolvendosi successivamente con azioni di protesta gemellate con il FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Moltissimi dei siti importanti sul nostro territorio sono proprietà dello Stato il quale, purtroppo, spesso si trasforma in una machiavellica macchina burocratica  incapace di gestire il patrimonio; il MIBAC, ministero preposto a tale fine, da poco ha visto una nuova ripartenza seguita alla riforma centrale dell’anno 2012-2013, spiegata dal ministro Franceschini: la riforma è stata costruita innanzitutto per risolvere cinque nodi […] ed è stata ripensata allo scopo di dare maggiore importanza alle politiche di promozione, valorizzazione e formazione, il caposaldo assente sul territorio che spesso viene sopperito dall’intervento dei privati, come nel caso della famiglia Borromeo che gestisce dimore storiche che si affacciano sul Lago Maggiore.

Tutto il mondo è paese, mai affermazione fu più vera se poniamo la lente, come ha fatto il fotografo Dario Coletti per questo numero, sullo stivale del Mediterraneo: al sud con il sacco di Palermo, fenomeno che riguarda i seicento metri che fungevano da cerniera tra la città vecchia e nuova; il centro, i crolli a Villa Adriana e al nord, in Valchiavenna, precisamente a Lottano, un borgo che ha vissuto uno stato di abbandono e che l’architetto Fabiola Quieti vuole portare a nuova vita attraverso RE-ST-ART. Il progetto, del tutto sperimentale, mira a ripensare la funzione delle risorse montane all’interno dell’economia attuale saldando un rapporto, già in essere, tra turismo e agricoltura/zootecnia/silvicoltura e volgendo un occhio all’ospitalità diffusa.

Come sempre Il calendario del popolo cerca di offrire al lettore, che11995497_10207685517161667_1425239004_n da poco può avvalersi anche della versione digitale acquistabile su internet, una visione il più possibile ampia con la rubrica di Luciano Canfora che spiega il suo punto di vista in merito al tema  scottante del
terrorismo islamico attraverso una posizione antiamericana; ma anche la scoperta di un poeta di origine bosniaca, Izet Sarajlić, membro del Circolo 99 di Sarajevo e che ha scelto di rimanere nella città durante i mille giorni di solitudine e di assedio,  cantando la stessa in maniera dolce e accorata.

Sandro Teti Editore

84 pagine

€ 9.00

[1] Fonte della cifra è l’ UNESCO, l’organizzazione che ha la missione di identificare i siti soggetti a tutela.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...