Nemesi

di Paola Bianchi

Gli Zombies hanno un cuore, anche se non batte….

Sapete qual è la cosa bella di amare la lettura? Ampliare i propri orizzonti ed entrare in contatto con vari generi e artisti.

Così capita che decida di leggere Nemesi di Donatella Perullo, napoletana con un ricco curriculum alle spalle. Già scrittrice adolescente di fantasy, sale cinque anni fa sul podio del concorso “Premio Nazionale di Narrativa l’Inchiostro dei Sette Gioielli” e nel 2012 vince il concorso “My Fantasy Story” con il racconto La Profezia dell’Eletto.

Donatella Perullo
Donatella Perullo

Non conosco la scrittrice, non ho mai letto un suo libro, ma provo; in passato mi è andata bene perché non replicare? Certo, l’argomento non è tra i miei favoriti. L’horror mi piace e molto, intendiamoci, ma gli zombies non sono tra i miei personaggi preferiti. Eppure qualcosa mi stuzzica: una scrittrice italiana, una copertina accattivante, un’introduzione che incuriosisce e quindi via, leggo la prima pagina, poi la seconda, poi tutto il capitolo e passo al successivo, rapidamente, perché la Perullo ha uno stile fluido, leggero, facile, che non ti stanca. Finito. Peccato….

Va bene, gli zombies continuano a non piacermi, ma almeno questi sono diversi. Non ci troviamo infatti davanti il solito cadavere ambulante affamato di cervello umano. Lo zombie di Donatella Perullo si è in qualche modo evoluto, seguendo la scia accennata ultimamente anche da qualche film. Un plauso quindi per aver presentato un argomento quasi banale con fantasia innovativa.

Senza svelarvi, ovviamente, tutta la trama del romanzo, che vi invito a leggere, posso comunque indicarvi a grandi linee la storia. Tutto si scatena a causa di una contaminazione da parte di un virus alieno. Ecco la prima idea geniale: non uno zombie che risorge facendosi largo tra la terra smossa di una recente sepoltura, ma un collegamento con l’ignoto che ci fa da sempre paura, questa volta rappresentato dal virus alieno che si impossessa dei nostri corpi annullando la nostra umanità.

Resta confermato il tema del contagio tramite il morso, tanto caro alla letteratura gotica e reiterato dal vampiro, al licantropo, allo zombie, appunto, sebbene dalle pagine di Nemesi, emergano alla fine altri due punti innovativi e molto ben trattati: il “supersoldato”, ovvero la macchina da guerra iperpotenziata che nulla ha da invidiare al caro Terminator degli anni Ottanta e, il suggerimento di una futura passione tra la neo-zombie ribellatasi al padre scienziato pazzo e l’eroe senza macchia e senza paura che riesce a vedere oltre la mostruosità apparente di lei.

Il particolare del cane, da fedele amico dell’uomo o, in questo caso, della donna, a fedele amico della zombie, non poteva sfuggire ad una convinta animalista come la sottoscritta, grazie a cui è stata totalmente catturata.

Il libro finisce in realtà con un’apertura, che fa presagire, spero, una continuazione della storia.

D’altronde in un mondo apocalittico dove persino agli zombies è concesso innamorarsi ed avere un cuore, anche se privo di battiti, la fantasia la fa da padrone, abbattendo i limiti di una figura stereotipata, finalmente superata e migliorata.

Nemesi
di Donatella Perullo
autopubblicazione Maggio 2015

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