GRAMSCI, MUSICOS ANER

Fusaro

di Marco Senatore

Il libro del Prof. Diego Fusaro, Antonio Gramsci. La passione di essere nel mondo, è stato oggetto di un incontro presso la libreria Lettere Caffè di Trastevere. Fusaro, già autore di un’opera come Minima Mercatalia, nella quale ha evidenziato il carattere fondamentalmente ultra-capitalistico di quella contestazione che nel ’68 mise in discussione i valori borghesi, tiene a sottolineare come, oggi, perfino quanti sono schiavizzati dal sistema economico tendano ad aderire incondizionatamente ad esso, in virtù del prevalere del pensiero unico.

Da questo punto di vista, la tesi di Fusaro, secondo la quale il postmoderno ha assestato il potere economico, è a mio avviso particolarmente suggestiva, in quanto è senz’altro vero che è più facile dominare delle persone che non credono più in nulla. Peraltro, oggi i moti di opposizione ai paradigmi ufficiali sono privi di orizzonti di senso condivisi, e indeboliti dalle categorie e dalle appartenenze politiche e culturali. Si può inoltre constatare come temi quali il conflitto di classe e l’americanismo sembrino praticamente usciti di scena.

D’altra parte, si assiste anche a fenomeni quali la riproposizione, in ambito teatrale, delle tematiche sociali. In tale contesto, il pensiero di Gramsci si presenta come fecondamente inattuale, in quanto non allineato ai dogmi del proprio presente, e per ciò stesso capace ancora di stimolare la critica ai dogmi dell’odierno capitalismo globale. Ciò risulta particolarmente importante, in un mondo quale si ritiene naturale e inemendabile tutto ciò che esiste. Dalla piccola cella del carcere in cui era costretto, Gramsci è riuscito a concepire un’utopia capace di appassionare intere generazioni, e di fornire un modello di analisi della realtà ancora attuale.

In effetti, servirebbe oggi una gramsciana “rabbia appassionata”, la quale consenta di ritrovare se stessi e organizzare la propria azione, condizione questa necessaria per non restare ostaggi del livore e di uno sterile lamento sul presente. La passione di essere nel mondo è un concetto che si deve a Pasolini, autore di quel Le ceneri di Gramsci nel quale rivendicò il proprio ruolo di intellettuale irregolare. Tale passione caratterizzò profondamente l’uomo Gramsci, che rifiutò di firmare la domanda di grazia pur di restare fedele ai propri ideali, e incarnò secondo Fusaro la figura del “musicos aner”, l’uomo musicale che, come Socrate nel Lachete di Platone, produce, “con la propria esistenza, quella soave melodia che promana dall’intimo accordo di parole e azioni, di teoria e prassi”. La passione ispirò inoltre la tensione trasformativa utopica dell’intellettuale Gramsci, il quale volle da un lato evitare l’ingenua prefigurazione di mondi impossibili, ma dall’altro la condizione di chi dispera, vinto da circostanze sfavorevoli che sembrano insuperabili.

Un ulteriore elemento del pensiero gramsciano, sottolineato da Diego Fusaro, è il suo radicamento nazional popolare, ben lontano dall’astratto cosmopolitismo oggi dominante, in virtù del quale ci si dichiara spesso disposti ad amare il mondo, mentre si resta indifferenti ai drammi dei nostri vicini di casa. A tal proposito, si può convenire sul fatto che la retorica del superamento dello Stato nazionale abbia spesso favorito un’integrazione puramente economica e finanziaria, peraltro in assenza di un’istanza politica capace di governare autenticamente i processi di globalizzazione.

In definitiva, studiare Gramsci si rende necessario, al fine di sottrarre questo autore da un lato ad un’acritica celebrazione, dall’altra all’irrilevanza cui si ritiene oggi di poterlo ridurre.

Antonio Gramsci. La passione di essere nel mondo
di Diego Fusaro
Feltrinelli 2015
14.00 €

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