Pier Paolo Pasolini

di Paola Bianchi

L’artista che fa ancora discutere.

A quarant’anni di distanza dalla sua morte violenta, Pier Paolo Pasolini fa ancora parlare di sé.

Quest’anno è stato il regista Gabriele Muccino ad attaccarlo, accusandolo di essere “un regista mediocre” e di aver “sgrammaticato” la lingua italiana, ma al di là delle opinioni personali che si possono o meno condividere, questo eclettico personaggio è spesso stato protagonista di situazioni ambigue e controverse.

È sicuramente un artista a trecentosessanta gradi e, nelle sue opere, è facile individuare la sua forte personalità; per questo, Pasolini o si ama, o si odia, ma quale che sia la nostra scelta, non si può non riconoscere quanto egli abbia rappresentato il profondo cambiamento sociale degli anni Settanta.

Alla crisi economica italiana, corrisponde l’approfondimento pasoliniano del male radicale kantiano causa del consumismo cui l’umanità è assoggettata, che ritroviamo nel progetto del film tratto da Sade e in Salò e le centoventi giornate di Sodoma.

Gli argomenti cinematografici e letterari di Pasolini, il suo comportamento fuori dagli schemi ed il suo orientamento sessuale non conforme allora, come purtroppo anche oggi, ai dictat di una società controllata dalla Chiesa, gli valsero una pessima reputazione, varie accuse di oscenità e denunce per atti osceni in luogo pubblico e corruzione di minori.Pier Paolo Pasolini

I suoi giudizi radicali furono fonte di polemiche, spesso accese, come quando negli anni Sessanta trattò, coraggiosamente, il tema della prostituzione maschile nel romanzo Ragazzi di Vita.

In molti hanno considerato, superficialmente, gli aspetti più irrilevanti della complessa personalità di Pasolini, come la sua omosessualità, lasciandosi sfuggire la poliedricità sensazionale di un uomo che in una sola vita, fu cineasta, pittore, romanziere, linguista, traduttore e saggista non solo in lingua italiana, ma anche friulana.

Dal 1922 al 1975, la sua vita vorticosa lo vide ideatore di un circolo letterario, iscritto a soli diciassette anni alla Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, sportivo appassionato di calcio e bicicletta, vicedirettore della rivista Il Setaccio, correttore di bozze, autore di canzoni, attore, regista e scrittore.

Pier Paolo Pasolini fu un Uomo e, in quanto tale, capace di riflettere, di pensare e, a volte, di cambiare le proprie idee, abbandonando, ad esempio, le radici filofasciste de Il Setaccio, per abbracciare la visione altruistica e orientarsi verso il comunismo.

La sua fu una vita vissuta appieno, ricca di esperienze a volte spiacevoli, ma mai rinnegate, nella convinzione dei propri ideali e della propria natura.

Una vita brutalmente interrotta in circostanze a tutt’oggi non completamente chiarite. Percosso e investito con la sua stessa automobile da uno dei ragazzi di vita di cui aveva scritto tanto appassionatamente, presso l’idroscalo di Ostia, in provincia di Roma, si spense prematuramente a cinquantatré anni, negandoci opere future che sapientemente avrebbero descritto il mutamento di una società sempre in movimento.

Tra i suoi numerosi capolavori letterari vi consigliamo Le Ceneri di Gramsci, Petrolio, Saggi sulla politica e la società e Alì dagli occhi azzurri.

 

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