CAPITALISMO SUCCHIASANGUE

Sangue e plusvalore

di Linda Politi

Sangue e Plusvalore di Luca Cangianti

Un romanzo dagli spunti interessanti, un fantahorror storico che è anche una metafora del capitalismo.

Di Luca Cangianti non sappiamo molto, nemmeno il suo vero nome: dietro a questo pseudonimo potrebbe anche nascondersi una donna, per quello che ne possiamo sapere.

Il suo romanzo Sangue e Plusvalore si colloca in questa nuova tendenza dove il romanzo storico si mescola a elementi e antagonisti tipici del genere horror: ne è un esempio La Leggenda del Cacciatore di Vampiri: Il diario segreto del presidente di Seth Graham Smith, nel quale il presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln, accanto ai suoi doveri politici, si diletta a cacciare dei temibilissimi vampiri.

In questo romanzo, un giovane fotografo di nome Daniel si mette al servizio di un povero Karl Marx, malato e ridotto in disgrazia, che sta cercando di mettere insieme i suoi studi e il suo pensiero che lo porteranno alla realizzazione de Il Capitale. Alcune percentuali di incidenti sul lavoro in una determinata fabbrica sembrano troppo elevate, quindi i due iniziano delle indagini che li porteranno a fare delle scoperte sconvolgenti su quello che realmente accade nella fabbrica del sedicente signor Costantin.

L’intento didattico di Cangianti è chiaro: far conoscere la figura di Karl Marx ai profani, mettendo loro a disposizione una versione del suo pensiero un po’ alla portata di tutti, anche grazie all’intermediazione del personaggio di Daniel. Il problema è che è difficile portare avanti tutto quello che l’autore si è prefissato di fare: ci vuole raccontare un romanzo storico per intrattenerci, e lo vuole anche condire con aspetti fantahorror. Allo stesso tempo, personaggi inventati si trovano insieme a un personaggio realmente esistito, che anche se romanzato deve comunque mantenere dei tratti di autenticità storica che vanno rispettati e sottolineati.

In questo mix, mi sembra che i protagonisti si trovino molto più a loro agio nella parte storica che non in quella di fiction. Sembrano muoversi un po’ a scatti, come se stessero recitando un copione che non hanno studiato con la dovuta cura. Il mistero sulla fine del padre di Daniel, poi, è ridondante: non aggiunge nulla alla storia principale, viene nominato soltanto all’inizio e tiene il lettore in sospeso fino alla fine, quando il mistero viene congedato con poche frasi che non spiegano fondamentalmente nulla. Molto bella invece la metafora del mondo capitalistico, racchiusa nell’epico scontro finale.

Sangue e Plusvalore
di Luca Cangianti
Imprimatur Editore 2005
€ 15,00

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