trono di spade

di Sabrina Martinelli

Dopo aver letto l’ultima parola dell’ultima pagina della saga Il Trono di spade, le cronache del ghiaccio e del fuoco, quello che resta è l’ovvio senso di incompiutezza ed il desiderio di andare avanti e scoprire cosa riserva il futuro nell’inestinguibile fantasia di George R. R. Martin.

Ma non solo questo. Permane anche nella mente un universo altro dal nostro, sospeso temporalmente e spazialmente, ma non per questo meno credibile, e la tentazione di sostare sui suoi personaggi, rigirarseli nel pensiero per gustarli un po’ più a lungo. Dunque, in una parola, una saga riuscita. Ammetto di averla iniziata a leggere in cerca di una lettura leggera, da leggere sbadatamente sulla spiaggia, da interrompere e riprendere, con quel po’ di snobismo che, ahimé, lo ammetto, riservo ai fantasy e a quei libri che mi appaiono come solo narrativa di genere… e, invece, mi ha catturata.

Dopo il primo libro mi dicevo “accattivante, comunque la letteratura che amo è un’altra cosa”, però più andavo avanti più avevo voglia di farlo. La forza di Martin sta nel dare alla sua opera una solida architettura e nella buona caratterizzazione dei personaggi. Talvolta sfida la tenacia del lettore, presentando improvvisamente un nuovo personaggio intorno al quale si dispiegano pagine e pagine, eppure anche in questi casi la fretta iniziale, che anela al ritorno dell’attenzione sulle figure cui si è già legati, si tramuta presto in interesse e accettiamo di seguirlo su nuovi sentieri. È l’energia dell’affabulazione.

Ogni personaggio ha il suo modus operandi, ma anche un’evoluzione in grado di sorprendere, non esistono tipi fissati una volta per sempre. Il peggiore tra loro può improvvisamente mostrare un volto umano e l’eroe un lato debole. Siamo in una terra altra da questa, ma indubbiamente in una terra di uomini, con le loro passioni, grandezze e debolezze. Questo non dividere i personaggi in buoni e cattivi, ma rimescolare continuamente le carte, togliendo certezze fasulle al lettore è quanto di meglio Martin offra. È così che i Targarien, crudeli despoti scacciati, pian piano recuperano una lettura diversa per mostrarsi alla fine non diversi dai loro antagonisti. Così la vittoria contro il folle Aerys, la ribellione guidata dai Baratheon e dagli Stark, che nel primo libro appare sacrosanta e fulgida, si tinge anch’essa di sangue. Giusto e sbagliato si bilanciano e la ragione non è mai per intero da una sola parte.

Il personaggio più riuscito è indubbiamente Tyrion Lannister, soprannominato il Folletto, intelligente, autoironico, sarcastico, pungente, parricida, ma, nonostante tutto, capace di poesia e di ideali. Con lui Martin non perde mai un colpo, ci ritroviamo sempre dalla sua parte e con lui scagliamo il dardo dalla balestra che uccide Tiwn Lannister. Altro personaggio che sa farsi amare è Jon Snow, figlio naturale di Eddard Stark, che da ragazzo diventa uomo tra i ghiacci della Barriera, uno dei pochi interamente positivo, eppure anche lui è costretto a sporcarsi le mani perché la vita non è fatta per chi sogna, la vita nel mondo di Martin è fatta di carne e sangue, di fuoco e di ghiaccio. Un altro personaggio che merita di essere nominato è la regina Cersei Lannister. Con lei Martin, almeno finora, si è divertito a tratteggiare, invece, un personaggio crudele e spietato che si getta a capofitto nella rovina, spinta dai propri demoni interiori. Eppure, oltre la crudeltà, l’avventatezza, l’incapacità di dominare le proprie passioni, non possiamo non vedere l’urlo di ribellione di una donna contro la propria condizione. Seppur di alto lignaggio, seppur bellissima, anzi tanto più per questo, per una donna non c’è scelta nell’universo di stampo medioevale, è solo merce di scambio, una pedina nelle politiche matrimoniali. E Cersei, che per sua stessa ammissione ha più coraggio di un uomo, non può avere una spada né per difendersi né per attaccare, non le resta che manipolare gli uomini al suo fianco e lo fa come rivendicazione del proprio diritto ad esistere. Tradirà il re, suo marito, con il proprio fratello, negandogli una discendenza pura per la ferita mai richiusa della prima notte di nozze quando Robert l’aveva stretta tra le braccia e chiamata con il nome di Lianna Stark, la donna cui era promesso e che aveva perduto per sempre. Solo un nome, ma i veli erano caduti per sempre dal suo matrimonio, illuminando con la luce della consapevolezza il suo destino di donna. Cersei è un personaggio difficile da amare, profondamente crudele, eppure quando la ritroviamo svergognata e incerta sulla propria sorte, tifiamo per lei e, nella camminata della penitenza che affronta nuda sotto gli occhi del popolino, vien voglia di dirle, nonostante tutto, “alza la testa e cammina fiera”.

Alle schermaglie e alle lotte senza quartiere degli uomini e delle donne, tratteggiate con indiscusso realismo, il fantastico si intreccia in mille modi, dai racconti della vecchia balia che conserva il ricordo di tempi lontani popolati da creature inquietanti che si riaffacciano sul presente ai draghi e ai metalupi, che accompagnano gli uomini e intrecciano con loro la propria ragion d’essere, fino agli esseri verdi a agli alberi cuore, simbolo di un mondo che esiste e perdura, aldilà degli uomini. Seguiamo con passione umana le alterne vicende dei personaggi e il loro inseguire con bramosia e sete di potere il trono di spade per poi prendere lentamente coscienza che questo scontro non è in fondo quello centrale, è un gioco di specchi per le ingannevoli passioni umane. Infatti, mentre da sud si avvicina Daenerys Targarien, un pericolo ben più grande, un pericolo antico e dimenticato dai più, incombe dal freddo nord: gli Estranei, creature del gelo e della notte, difficili da uccidere e da comprendere. Chiunque muoia sotto i loro colpi, si rianima per uccidere ancora. Queste creature battono alle porte dei sette regni, fermati per ora solo dalla barriera, estremo limite ad argine delle tenebre e del gelo. Ma ormai l’inverno sta arrivando. Il mondo degli uomini avrà ragione di loro, gli umani riusciranno a vedere il pericolo in tempo o si perderanno, inseguendo i propri sogni e le proprie ambizioni individuali? Lo sapremo, ma dovremo aver la pazienza di attendete l’autore.

Il prossimo libro, il sesto delle Cronache del ghiaccio e del fuoco è atteso in primavera, ma non sarà l’ultimo, per mettere il punto ne occorrerà, secondo le anticipazioni di Martin, almeno un altro. Dunque, armiamoci di pazienza perché ne vale la pena. Il trono di spade ha più livelli di lettura, da semplice opera con cui intrattenersi per gli amanti del genere fantasy-storico a vero trattato di astuzia politica. Il lettore attento potrà imparare che le guerre non si vincono solo con la forza bruta, ma che l’abilità diplomatica e l’acume sono ciò che sottende ad ogni vittoria, ma anche che c’è un prezzo da pagare, sempre, e che a volte l’etica non collima con il nostro dovere. Alla fine, cosa significa essere uomini o donne? Forse soltanto scegliere e accollarsi le responsabilità delle nostre azioni, senza falsi moralismi o falsi scrupoli. E questo riguarda anche la nostra vita di ogni giorno.

Un’opera che parla da una dimensione insieme storica e fantastica al nostro essere uomini e donne oggi.

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2 pensieri riguardo “IL TRONO DI SPADE, LA SAGA

  1. Ciao Patrizio, ti ringrazio per aver commentato. Quando ho scritto la recensione, mi sono basata esclusivamente sui libri, anche perché non avevo ancora visto la serie tv. La sto guardano ora, ma ho appena terminato di vedere solo la prima stagione. Hai ragione, nella serie tv il sesso è violento, troppo presente e fortemente maschilista. A mio parere la situazione nei libri è diversa. Siamo in un mondo fantastico, ma ricalcato sul modello medievale, un mondo brutale in cui i vincitori compiono violenze d’ogni tipo e in cui la donna non è che merce di scambio nelle politiche matrimoniali, quindi sì, la violenza c’è, ma non viene percepita in modo così esasperato. Intanto, il sesso non è ossessivamente presente, il suo ruolo è ridimensionato e non è sempre, necessariamente, violento. Per esempio, la prima notte di nozze di Daenerys e Khal Drogo, nonostante il timore di lei, conosce una dolcezza totalmente assente in televisione. Anche i rapporti tra Cersei e Jaimie hanno un accento diverso ed è chiaro fin da subito che Cercei è quella forte, quella che utilizza il sesso come uno strumento per esercitare quel potere cui anela e che le è negato proprio perché donna, il sesso per lei è un mezzo di rivalsa e attraverso il sesso si vendica (per esempio negando a Robert una discendenza). Insomma, la serie tv, almeno per quel poco che ho visto finora, ha enfatizzato gli elementi di più forte impatto e ha anche dato parecchie cose per scontate. I libri, come spesso accade, sono un’altra cosa.

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  2. personalmente le puntate del trono di spade che ho visto le ho trovate un po’ noiose. e se posso dirla tutta spesso estremamente volgari, in particolare nei confronti delle donne. capisco che il sesso vende. ma abusarne come si fa in questa serie mi pare rasentare la patologia. cordiali saluti.

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