IL CORAGGIO DELLA RIBELLIONE: IQBAL

Storia di Iqbal

di Viviana Minori

Storia di Iqbal di Francesco D’Adamo

Un laboratorio, bambini che lavorano, lo sfruttamento e la paura. Quando sembra tutto perduto Iqbal donerà nuova speranza alla causa della lotta contro il lavoro minorile.

Il libro, che celebra i vent’anni dalla morte di Iqbal Masih, viene aperto dalle attente e profonde riflessioni di Gad Lerner che riporta, nella sua introduzione, un dato agghiacciante: ad oggi sono ben 168 milioni i bambini che lavorano, bambini sottratti alla loro infanzia, alle loro famiglie e al loro futuro. La Storia di Iqbal non ha la funzione di donare l’happy ending alle atrocità quotidiane, la narrazione vuole veicolare un messaggio di speranza: Iqbal è un bambino che lotta per i propri diritti e che non indietreggia davanti i soprusi del padrone.

La narrazione è composta da diversi personaggi ma la voce narrante è una, quella di Fatima, che prende per mano il lettore mostrando la sua quotidianità all’interno del laboratorio. L’intreccio si apre con una Fatima adulta, trasferitasi all’estero che, con un balzo all’indietro, rievoca Iqbal e la sua infanzia: analessi che ci pone davanti ad un inequivocabile parallelismo tra ieri ed oggi.

La storia si snoda attraverso diverse vicende che hanno come protagonisti i bambini che vivono in un microcosmo dal quale non avranno mai la possibilità di riscattarsi: lavorano per pagare i debiti contratti dai genitori ma la forma di schiavitù nella quale vivono non permette loro di colmare realmente il denaro dovuto che rimarrà per sempre insoluto. Iqbal arriva durante una giornata apparentemente uguale alle altre: entra nel laboratorio di tappeti e piano piano riesce a scardinare il rapporto padrone-subalterno che connotava i suoi compagni.

Bambini e bambine di tutte le età, provenienti da famiglie e villaggi molto poveri in cui il lavoro minorile, seppur doloroso, è considerato una possibile risoluzione dei problemi economici familiari. Bambini malnutriti, che vivono in condizioni igienico-sanitarie precarie e che non hanno diritti: di fatto non esistono per lo Stato.

Iqbal venne assassinato nel 1995 eliminando il simbolo vivente della ribellione: cambiare è possibile, rischiare è doveroso. Con la sua azione decisa Iqbal ricevette diversi riconoscimenti a livello internazionale, parlò della schiavitù dei bambini lavoratori pakistani e dei diritti dell’infanzia donando se stesso alla causa. In una sorta di diario Fatima riporta impressioni, stati d’animo e avvenimenti: la crudeltà vista attraverso gli occhi di una bambina che trova spazio per la solidarietà e la dolcezza pur vivendo in un contesto di privazione.

Storia di Iqbal è un libro per ragazzi che parla in maniera semplice e scorrevole di una delle piaghe del mondo vittima della globalizzazione e del capitalismo, un libro pieno di speranza, di pathos e di ingenuità. I bambini che compongono il gruppo-famiglia imparano prima a sopravvivere e poi a vivere comprendendo l’importanza della solidarietà e dell’impegno personale.

Storia di Iqbal
di Francesco D’Adamo
Edizioni EL 2001 (ultima edizione Einaudi Ragazzi 2015)
11,00 €

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