INTERVISTA A DANIELE VIC PIERVINCENZI

Piervincenzi

di Daniela Esposito

È possibile salvare una generazione attraverso una droga? Questa la domanda cui Daniele Vic Piervincenzi cerca di rispondere nel suo romanzo d’esordio, Green X, edito lo scorso novembre da Edizioni 0111. L’autore, classe 1991, offre una spietata riflessione sulla sua generazione e sulla condizione esistenziale di abbandono che la caratterizza. Oggi, ai lettori del Bibliomane, Piervincenzi racconta le motivazioni e gli ostacoli che hanno segnato la nascita del suo primo libro.

Parliamo un po’ di Green X: cosa racconta e come è nato?

gREEN XAttraverso una storia di fantasia, questo libro vuole raccontare il mondo dal punto di vista di un ragazzo che si trova a vivere in questi anni di confusione generazionale. Un mondo dove le giovani menti sono abbandonate al loro destino dai loro stessi familiari e dalla società. Non riescono a trovare il loro scopo. Il fulcro della storia si basa su una domanda: è possibile salvare una generazione attraverso una droga? La storia su come è nato Green X è alquanto bizzarra: non avevo la connessione ad internet così per passare il tempo ho acceso il mio portatile ed ho iniziato a scrivere, poi le idee sono venute da sole.

Dedichi il tuo libro a coloro che non hanno saputo credere in te. Quali sono le maggiori difficoltà che hai dovuto affrontare durante questa tua prima esperienza editoriale?

La difficoltà più dura l’ho affrontata appena ho concluso il romanzo, la sfiducia della mia famiglia nei confronti di Green X è stata molto difficile da digerire, mi sono sentito con le spalle scoperte. L’ho dedicato proprio a chi non ha saputo crederci perché mi ha spronato a pubblicarlo, per dimostrare a loro e a me stesso che avevo scritto qualcosa di valido.

Qual è stata l’accoglienza che Green X ha ricevuto nei primi mesi di pubblicazione? Sei soddisfatto?

Green X piace. Reputo che coloro che hanno letto il libro lo abbiano apprezzato perché descrive in maniera pessimo realista una situazione in cui la mia generazione si specchia quotidianamente. Un aspetto che non mi soddisfa pienamente sono le difficoltà incontrate nel convincere le persone ad iniziare a leggere.

Quali sono i tuoi modelli letterari di riferimento e quand’è che hai capito che volevi diventare uno scrittore?

Charles Bukowski, Cormac McCarthy, Chuck Palahniuk sono sicuramente i miei tre modelli letterari di riferimento. Sinceramente non mi sono mai visto come uno scrittore, ho deciso che era giunto il momento di scrivere una storia e l’ho fatto.

Potresti dare ai lettori del Bibliomane un’anticipazione dei tuoi progetti futuri?

Sto lavorando al mio secondo romanzo, un sequel di Green X. Senza anticipare nulla, penso che il futuro della storia meriti di essere analizzata attraverso gli occhi di altri personaggi.

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