COME SCRIVERE SUPERFICIALMENTE UNA STORIA INTERESSANTE

Immago

di Giulia Luciani

Immago di Serena Locatelli

Una storia che si incupisce sempre di più.

Immago racconta la storia di una famiglia composta da tre membri di tre generazioni diverse, tutti a loro modo soli. Amelia è un’insegnante di danza ed ex ballerina professionista, una nonna che è ancora una bella donna e che si barcamena tra un ex marito che tenta ritorni di fiamma e un giovane amante pronto a correre da lei appena possibile. Roberto, suo figlio, è un papà solo, un buon padre che darebbe tutto per la sua piccola Jessi, per la quale prova un amore incondizionato. La bambina è riccia e dai capelli rossi, profuma di vaniglia e ricorda tanto Sara, sua madre, è dolce ma più matura delle sue coetanee. Questa normalità, una normalità riscontrabile in milioni di altre famiglie seppur ognuna con i suoi problemi, subisce un profondo sconvolgimento quando alcuni personaggi cominciano a sentire delle presenze a casa loro e ad avere delle visioni. Questo fenomeno paranormale li porterà a compiere delle scelte più o meno sagge per cercare di risolvere la faccenda.

Immago è un libro inaspettato, nel senso che, nel corso della lettura, il lettore si trova spiazzato per la piega che il romanzo prende, attraversando rapidamente vari generi anche in modo un po’ brusco. Quella che ci sembrava la storia di una famiglia con i suoi comuni problemi di solitudine, rimorsi, rancori e cose non dette diventa un thriller psicologico per poi spiazzare completamente nel finale. È interessante la struttura su cui è costruito il libro, dove una scena apparentemente a se stante si incastra perfettamente nel corso del libro, permettendo di ricomporre il puzzle delle vicende narrate. Nonostante questo, Immago risulta un po’ troppo eterogeneo e frammentario nel riportare l’evolversi della storia, che manca un po’ di linearità. Ben strutturata, invece, la psicologia dei personaggi, in particolare il loro personale e umano modo di reagire alle visioni. Serena Locatelli rende vividi i loro pensieri in queste situazioni, in tutto il loro panico e la loro confusione.

Peccato per lo stile narrativo, che rasenta l’elementare, gli errori di battitura e le ripetizioni. Il vocabolario utilizzato per scrivere questo romanzo è decisamente scarno, con parole che si ripetono al limite dell’esasperazione. L’esempio più significativo è il verbo “sghignazzare” quando Roberto, il protagonista maschile, viene fermato da due poliziotti: oltre a ripeterlo in media ogni tre righe, non c’è alcun motivo apparente per cui i due membri delle forza dell’ordine debbano “sghignazzare” in quella determinata circostanza. Possiamo concludere che la storia non è male ma sembra portata avanti con troppa superficialità e con uno stile che “non quadra” e che quindi porta il lettore a distrarsi e a non immergersi completamente nel romanzo.

Immago
di Serena Locatelli
Eretica Edizioni 2015
11,00 euro

Pubblicato su Culturiamo.com il 19 dicembre 2015.

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