Majorana

di Fabia Consorti

La scomparsa di Majorana di Leonardo Sciascia

Nel 1938 il fisico siciliano Ettore Majorana scompare nel nulla. Nei documenti ufficiali si parla di suicidio, eppure molte sono le circostanze non chiarite sulla scomparsa del professore. Su questa vicenda Leonardo Sciascia ricostruisce la figura di un personaggio enigmatico, tormentato dai terribili esiti che, profeticamente, intuisce nei progressi scientifici mondiali.

Per la polizia il caso è semplice: scomparsa con proposito di suicidio. La certezza dei famigliari di Ettore Majorana che il professore sia ancora vivo e l’insistenza per nuove ricerche, per l’allora capo della polizia Arturo Bocchini, non sono altro che le speranze comuni alle famiglie cui scompare un congiunto e che tendono a trasformare vaghe tracce in chiari indizi. I Majorana non fanno eccezione. Inoltre, anche ammesso che Majorana sia davvero vivo, per la polizia la sostanza non cambia: si passa soltanto da trovare un morto a trovare un pazzo.

Ettore Majorana è un personaggio singolare. Un uomo dalle straordinarie capacità scientifiche, un talento innato e precoce. Eppure il professore è anche un solitario, viene definito “strano” dalle persone che hanno avuto a che fare con lui. Specialmente all’istituto di fisica di via Panisperna, si delinea il ritratto di un carattere insolito: ha una superiorità di cui è ben consapevole e che non si preoccupa di nascondere neanche di fronte allo stesso Enrico Fermi; al contempo, però, sminuisce, schernisce quasi, i suoi risultati che definisce “roba da bambini” e molto del suo lavoro finisce buttato nel cestino.

Leonardo Sciascia inserisce nel romanzo un’insinuazione: “la sua teoria” sulla scomparsa di Majorana. Il fisico ha paura; paura di quello che potrebbe scoprire con le sue ricerche. Fermi non esiterà a definire il collega un genio e forse proprio questa genialità gli permette di prevedere l’esito infausto che prenderà la scoperta scientifica di lì a poco: la bomba atomica.

Questa idea viene fatta scivolare con naturalezza nella narrazione. Non c’è distacco tra le vere testimonianze sulla vita del professore e l’ipotesi dell’autore. Un’ipotesi azzardata, forse, ma di sicuro Sciascia prende una posizione precisa, anche se non la dichiara apertamente: Ettore Majorana ha deciso di scomparire. Non si tratta, però, di una teoria senza alcun fondamento. Sciascia ripercorre tutte le incongruenze del caso: l’orario assurdamente preciso che il professore indica in una lettera; i testimoni che l’avrebbero visto dopo la presunta data del suicidio; e le stesse lettere, piene di frasi ambiguamente interpretabili e prive delle alterazioni nella grafia solitamente presenti nelle lettere dei suicidi.

Infine, il convento. La possibilità che Majorana possa essersi nascosto in un convento era già stata avanzata dai famigliari. Sciascia la fa propria e la ingrandisce. Egli stesso trova e visita (lo fa davvero?) un convento dove pare ci sia, o ci sia stato, uno scienziato. Le domande, però, non trovano conferma né smentita e lasciano il dubbio, la possibilità e la speranza.

La scomparsa di Majorana

di Leonardo Sciascia

Adelphi 2004 (1 ed. 1975)

10.00 €

 

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