I BACI PERUGINA E LA POESIA

Di Mario Michele Pascale

Cos’è un bacio se non un apostrofo rosa tra le parole “ti amo”? Ma è chiaro! E’ un cioccolatino avvolto in una poesia.

L’amore è una magia. Il bacio Perugina, in Italia e all’estero, è il simbolo dell’amore. Ma Cupido è un ragazzino dispettoso e, forse, è solo un bambino che gioca con arco e frecce, non proprio consapevole del suo ruolo, della felicità e insieme dei danni che procura nel mondo.
Alle volte le grandi cose nascono senza un disegno, così, per caso.

Luisa Spagnoli, la patron della Perugina, molto più nota per la sua catena di negozi ed il suo marchio di abbigliamento femminile, decise di riciclare il materiale di scarto. Perché buttare via la nocciola trantumata, ad esempio? Ed il buon gianduia avanzato nei cucchiai? Ed il cioccolato fondente che si attaccava alle pentole? Facciamone qualcosa. Ne uscì una specie di Frankenstein, talmente sgraziato che venne chiamato “cazzotto”. Ma Giovanni Buitoni, all’epoca amministratore delegato della Perugina, pensò che non fosse una cosa bella presentarsi in un negozio, magari di fronte ad una avvenente commessa e dirle: “mi dà dieci cazzotti, per favore?”. Si cercò un nome alternativo. E qui, il buon Cupido ci rimise la freccia. Si mormora che Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni fossero in corrispondenza d’amorosi sensi e che la padrona spedisse al subalterno messaggi d’amore che incartavano dei cioccolatini. Buitoni collegò le cose ed ebbe la fatidica intuizione: chiamiamoli “baci”.

L’amore fa bene anche all’impresa.

La forma grafica esterna e la cura dei cartigli venne affidata a Federico Seneca, il più noto grafico pubblicitario dell’epoca. Definizione anche ingenerosa giacche il Seneca era un vero e proprio artista, capace di interpretare le maggiori correnti pittoriche, passando attraverso influenze futuriste, cubiste e puriste. Suo il logo storico del cioccolatino, che ritrae gli amanti nell’atto del bacio, riprendendo il celebre dipinto di Hayez. Lo sfondo è blu ed il carattere, romano e bombato, elegante e sinuoso senza perdere corporeità, ben si sposa con il contesto, rendendolo familiare al sentore nazionale dell’epoca. Qui Seneca diviene un avanguardista nazional popolare.

Baci-Perugina
Si dice che il cioccolato faccia bene all’amore carnale. Recenti studi dimostrano l’incidenza del cacao come vasodilatatore nell’uomo (un po’ effetto viagra). Nella donna registriamo l’azione a favore del miglioramento dell’umore, l’aumento dell’eccitazione, del desiderio e la riduzione dell’irritabilità. Mi fermo. Del resto, per quanto la cosa sia invitante, non siamo qui per scivolare pian piano nei dettagli carnali, nella descrizione degli amplessi e della ginnastica d’alcova con la scusa della scienza, bensì per valutare il bacio Perugina come veicolo letterario.
I cartigli contengono efficacissime frasi d’amore e significativi aforismi scritti da personaggi famosi o anonimi. Quel che conta è la preziosità. Come fa ad essere banale qualcosa che ricopre la cioccolata, il gianduia e la nocciola? Ancora meglio d’estate, quando, grazie allo squagliarsi del cioccolatino, la parola poetica e la materia alimentare si fondono in un appiccicaticcio tutt’uno e la lingua malandrina si insinua sulla carta per non sprecare neanche una goccia del cibo degli dei.

Oltre a ciò il bacio è anche un potente divulgatore di poesia. Tutti lo amano, tutti lo comprano, tutti leggono il bigliettino. Dal colto ricercatore di filologia romanza al pastore sardo. Chi non ha mai visto un libro in vita sua viene messo in relazione con Shakespeare e chi ha vissuto sempre con la puzza sotto il naso viene a contatto con la semplificazione della cultura di massa, apprezzandola. Una sintesi perfetta tra Mike Buongiorno ed Umberto Eco.
Il bacio Perugina è un elemento fondante della democrazia. Ma è anche un invito alla creatività, all’aggiunta, alla manipolazione. Ognuno di noi, mangiando un bacio Perugina, può reinventarsi e scoprirsi poeta d’improvviso. Basta stare attenti al diabete.

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Un grande classico: Leo Tzu. Figura leggendaria della filosofia cinese, la cui esistenza è avvolta nel mistero. Qui il bacio ci lancia un messaggio forte. Uscire dall’eurocentrismo. Poi lo fa in italiano, inglese, portoghese, spagnolo e francese … ma questa è un’altra cosa …

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L’amicizia è una forma d’amore? Aristotele ci dice di si.

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L’amore si nutre, in senso sostanziale, anche di piccole cose. E lo si ritrova dovunque, anche a tavola. Grande intuizione del duo Ficarra e Picone, cui fa eco Benedetta Parodi.

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Che cos’è l’invisibile, se non il sentimento? Un plauso per Anassagora.

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E qui l’anonimo manipolatore di marchi e cartigli, ebbro di sagacia e saggezza nonché satollo di photoshop, chiude la nostra rapida carrellata. Il bacio da cioccolatino si tramuta in rasoio, mettendo a nudo, in un mottetto, la cruda realtà politica …

Fin qui il testo. Vi do appuntamento al prossimo articolo, dove vi parlerò, probabilmente, dei biglietti nei biscotti della fortuna …

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