ONIRICAMENTE SOSPESI AL NOSTRO INTERNO

di Sabrina Martinelli

“Musica dalla spiaggia del paradiso” di John Ajvide Lindqvist

“Cos’è più autentico? Ciò che si sogna o ciò che si ha davanti agli occhi?” Lindqvist

L’ultimo libro di Lindqvist, Musica dalla spiaggia del paradiso, ci riporta nell’atmosfera rarefatta e inquieta del bellissimo Lasciami entrare, ma ci proietta fuori dal freddo e dall’oscurità invernale sotto un cielo azzurro, in un non luogo di cui non esistono coordinate geografiche, immenso eppure claustrofobico. Immaginate come sarebbe svegliarvi nel bel mezzo delle vostre vacanze in un posto diverso da quello in cui vi siete addormentati e con la sensazione, peraltro suffragata dai fatti, che la diritta via era smarrita. E’ ciò che accade ai dieci protagonisti, più un cane e un gatto, che alla luce del mattino si ritrovano scelti, da chissà chi e chissà come, per affrontare una situazione che da spaesante si fa, via via, sempre più angosciante e complicata. Un flebile collegamento con il mondo usuale rimane, ma appare vacuo e inservibile, mentre si moltiplicano le scoperte sconcertanti e le presenze oniriche.

Messi alla prova i personaggi rivelano ciascuno un proprio modo di reagire e cercare di risolvere quello che si presenta come un rebus. Ciò che ben presto appare chiaro al lettore è, però, come non vi sia un metodo univoco di procedere. Infatti, poco a poco si scopre come l’apparente realtà non sia la stessa per tutti perché ciascuno porta in sé i propri demoni, paure, rimorsi, rimpianti e ossessioni che improvvisamente vengono proiettati fuori da sé e si coniugano al paesaggio sospeso e impossibile, intessendolo di motivi personali. La landa sconfinata si rivela così la cornice condivisa di un ambiente interiore unico e irripetibile, lo spazio del nostro inconscio che ognuno di noi popola a proprio modo, mentre la trama dell’oblio viene rimossa e traumi e debolezze dilagano. E può capitare che ciò che abbiamo sempre temuto sia ciò che abbiamo sempre cercato.

I protagonisti sono chiamati a voltarsi indietro, rintracciare i nodi irrisolti della propria esistenza e affrontarli, vincere la paura per potervi sfuggire o ritrovare le motivazioni profonde del vivere. Tutti, però, dovranno fare i conti con se stessi e si scopriranno necessariamente soli nel cercare la via del ritorno. Alcuni, in un modo o nell’altro, sembreranno ritrovare il proprio mondo, per altri il finale rimarrà in bilico tra sogno e realtà, ma tutti avranno ampliato i confini della propria autocoscienza ed esplorato gli estremi della propria identità.

Benché faccia capolino anche qui, sebbene in maniera sfumata e originale, suggerita più che affermata, l’idea del vampiro che aleggia intorno e fuori dall’identità di Molly, l’opera non raggiunge la forza e la poesia di Lasciami entrare. Anche Molly è un frutto della sofferenza, ma in lei non c’è la lacerante contraddizione di Eli né la sua dolce e sofferta umanità. Molly è la vittima che si fa carnefice, colei che nell’impossibilità di superare la ferita della psiche si identifica con essa. Lei dimora nell’inconscio e lo realizza in superficie.

Il libro cattura ed è costruito con maestria, le diverse storie si incastonano tra loro in un puzzle che si sviluppa coralmente. Sono 500 pagine che si lasciano leggere in un attimo perché il talento affabulatorio dell’autore è un incantesimo al quale è impossibile sottrarsi. Musica dalla spiaggia del paradiso scava dentro il lettore, spingendolo a fare i conti con se stesso, trasmettendogli inquietudine e con essa l’impellente impulso a volgere lo sguardo all’interno di sé.

È un romanzo sulla difficoltà di comunicare, sulla relatività delle nostre possibilità di poter conoscere davvero le persone che ci sono vicine, sulla paura di perdere ciò che si ha, sulla sensazione di inadeguatezza che coglie ogni vita almeno per un attimo. È una storia per chi a volte si guarda intorno, chiedendosi: dov’è tutto il resto? Per coloro che sentono di aver tradito i propri sogni, per chi sa di essersi perso e per chi è pronto a confondersi e ricominciare a inseguirsi. Per chi è disposto a osservare la propria vita e guardare oltre il velo e per chi non ha certezze assolute, ma ne è alla continua ricerca. Musica dalla spiaggia del paradiso non è una lettura tranquillizzante, al contrario, lascia scossi, inappagati, esitanti tra il desiderio di indagare la propria scena interiore e quello di fuggire via. Non è per chi da un libro si aspetta risposte, ma è per chi ama le domande e la crescita che il continuo interrogarsi porta con sé.

Musica dalla spiaggia del paradiso
John Ajvide Lindqvist
Marsilio 2015
euro 18,50

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