di Viviana Minori

La proprietà transitiva di Nelson Martinico e Federico Ligotti

2040, Italia: età di grandi cambiamenti. Un futuro nuovo portatore di grandi cambiamenti per la società, un futuro utopistico, reale, sperato ma pur sempre collocato nell’avvenire.

La proprietà transitiva è un libro a metà tra il noir e il fantascientifico senza tralasciare richiami alla letteratura più classica; è un romanzo esilarante, coinvolgente e fortemente riflessivo che comunica al lettore senza appesantire il messaggio. Un romanzo a quattro mani quello scritto da Nelson Martinico e Federico Ligotti che, pur avendo una voce preminente risulta essere una babele di personaggi, storie, voci e Paesi: un romanzo corale. Tanti sono i punti di vista, ognuno portatore di una storia che inesorabilmente si intreccia a quella degli altri personaggi; è infatti interessante la particolarità dell’intreccio del libro che mette a punto una strategia di inclusione di tutte le anime presenti affinché nessun personaggio appaio fuori contesto.

Sarebbe sbagliato ridurre il romanzo ad una linea che lega legami familiari più o meno visibili in quanto La proprietà transitiva sfrutta il plot narrativo per comunicare argomenti più importanti e di estrema contemporaneità; il presente del libro, ambientato nel 2040, segue un filo che si dipana in due grandi macro aree: la prima che ricalca la società odierna italiana con i suoi pregi e difetti; la seconda (a torto o a ragione il riferimento con il futuro presentato si avvicina molto al celeberrimo film di Ridley Scott, Blade Runner) che ci mostra un futuro idealizzato, alieno dalla nostra consuetudine.

Molti sono i temi trattati, alcuni dei quali rappresentano la colonna portante del libro: malavita, morti bianche e morti necessarie, la politica che si intreccia con una nuova modalità di voto e ancora il tema della sessualità che pone il suo focus sul terzo sesso. Riscatto sociale?  Ascensore sociale? Realtà? Fantasia? Sta di fatto che i personaggi piano piano prendono forma e che nel romanzo nulla è come appare.

Alessandro-Alejandro-Princesa figlio della Sicilia, isola che viene fotografata nel 2010, da cui il romanzo prende il via e che infarcisce i dialoghi con il suo dialetto che, oltre a donare caratterizzazione linguistica, dona anche una glocalità culturale e di pensiero; Alessandro-Alejandro-Princesa figlio e precursore del cambiamento che lo porterà a vestire panni diversi da quelli di partenza.

Un libro questo che senza banalità e falsi moralismi descrive una realtà che, attraverso l’escamotage della distanza storica, ci permette di sognare ancora come Alessandro Giacobbe.

Lasciamo il lettore con una domanda (come nei migliori gialli): chi è l’assassino?

La proprietà transitiva
di Nelson Martinico e Federico Ligotti
Edizioni Spartaco 2015
€ 11.00

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...