di Daniela Esposito

Space Invaders di Nona Fernández

“I sogni sono diversi, come diverse sono le nostre teste, e diversi sono i nostri ricordi, e come diversi siamo e come diversi cresciamo.”
(da Space Invaders)

 

Gli anni che seguono il golpe cileno dell’11 settembre 1973 scorrono in un clima di paura, repressione e confusione. Una confusione mediatica soprattutto, tipica dei regimi dittatoriali, che si traduce in confusione della memoria e nella difficoltà, per chi ha vissuto gli eventi, di scindere la realtà dall’immaginazione, in particolar modo quando la prima supera la seconda per assurdità e irrazionalità.

E se i testimoni dell’epoca sono ragazzini non ancora adolescenti, ecco che i contorni dei fatti si fanno ancora più sbiaditi e si sovrappongono a quelli del ricordo inquinato da una percezione ancora infantile e dall’arbitraria selezione che la mente umana opera nel corso degli anni.

Space invaders, della scrittrice cilena Nona Fernández, è uscito lo scorso anno in Italia per Edicola Ediciones, attraverso la traduzione di Rocco D’Alessandro. Il romanzo ha la forma di un mosaico che disegna l’immagine di una bambina, Estrella Gonzales, così come appare nei ricordi di un gruppo di ex compagni di scuola, ormai adulti. Ma la figura di Estrella è caleidoscopica nelle memorie individuali e serve da pretesto per ripercorrere alcune tappe dell’infanzia vissuta nel Cile degli anni Ottanta. Ai giochi e alla formazione sentimentale dei protagonisti fa da sfondo la gabbia dittatoriale, con i suoi rituali, le opposizioni e le sparizioni.

La scrittura di Fernández risente, in maniera positiva, della sua esperienza cinematografica di attrice e sceneggiatrice, che le permette di creare e incastrare una serie di quadri vividi ed efficaci che definiscono l’atmosfera onirica del racconto e, allo stesso tempo, rimandano agli elementi caratterizzanti la cappa dittatoriale e il mondo infantile. Proprio da questo talento dell’autrice nasce una delle immagini più suggestive e potenti del libro: quella degli scolari in uniforme disposti in file che formano un quadrato, che ricorre nel corso della narrazione riproducendo l’ossessivo meccanismo comune ai sogni e alle marce militari. Così, anche il richiamo al famoso videogioco del titolo rinvia il lettore al tema dell’infanzia e a quello dell’agguato repressivo; e sullo stesso schermo si alternano i proiettili verdi del gioco e le reali notizie di cronaca e rappresaglia, che si mescolano poi nei sogni e nei ricordi dei narratori.

Nell’epilogo, firmato da Jaime Pinos, è dichiarato l’intento principale dell’opera, ovvero quello di richiamare la natura vaga e multiforme della memoria collettiva che ha bisogno di un lavoro continuo affinché possa assolvere alla sua funzione documentaria e identitaria.

Space invaders è un romanzo breve di facile lettura, che in poche ore è capace di trasportare il lettore nel proprio mondo per poi lasciarlo con la sensazione di aver sognato insieme ai protagonisti della storia, ma anche con alcuni frammenti di quella memoria da conservare e rinnovare.

Space Invaders
di Nona Fernández
Edicola ediciones 2015
cartaceo 10,00 €
ebook 4,49 €

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