di Sabrina Martinelli

Un buon presagio di Gillian Flynn

“Spinsi l’armadio davanti alla porta. Non c’era niente di cui preoccuparsi” Gillian Flynn

Un piccolo libro, poco più di un racconto lungo dall’autrice di Un amore bugiardo, da leggere tutto d’un fiato per ritrovare l’ironia e lo stile brillante e preciso della Flynn. Benché non vi sia spazio per la costruzione di un personaggio autenticamente carismatico come l’indimenticabile mitica Amy, il tocco dell’autrice si riconosce e, ancora una volta, è capace di ammaliare.

L’incipit è memorabile e spiazza immediatamente il lettore, dando un’idea della storia che dopo poco verrà completamente ribaltata. Anche qui, nulla è come sembra. Gillian Flynn gioca allegramente con il suo pubblico, facendolo passare, nel giro di poche pagine, dal dubbio di trovarsi in un romanzo hard a quello di essere nel bel mezzo di un mistero sulle orme dell’horror. La Flynn ricrea un’atmosfera di incertezza e brivido, richiamandosi al clima de Il giro di vite di Henry James e ce lo dice chiaramente, facendolo citare dalla protagonista.

Raggiunto l’apice della suspence, risolve il racconto con leggerezza ed ironia, senza deludere, non prima, però, di averci fatto mutare prospettiva più volte, mostrandoci come dietro l’interpretazione di ciò  che vediamo si annidino sempre i nostri pregiudizi e i nostri desideri.

E questa è, se vogliamo penetrare più a fondo in quella che si presenta, ad un livello immediato,  come una lettura leggera e godibilissima, una nota che soggiace al di là della trama per rivelarsi un tema caro all’autrice. La difficoltà di decidere cosa sia vero e cosa sia falso, il peso della nostra interpretazione che spesso stenta a orientarsi nella realtà che ci circonda e che, appoggiandosi sulle certezze acquisite, sul come dovrebbe essere o sul come dovrebbe andare, spesso si rivela fallace e priva di immaginazione, sono, infatti, punti fermi intorno cui si sviluppa la riflessione dell’autrice.

Ecco, la Flynn ci invita ad avere più fantasia, a non fermarci al primo giudizio, ma ad esplorare le molteplici possibilità del reale. E ci dice anche di diffidare di noi stessi perché i nostri giudizi non poggiano su assiomi così razionali come vorremmo credere, ma sono il frutto della nostra parte irrazionale che, in fondo, ci governa.

I personaggi de Un buon presagio hanno più di un volto e, alla fine, resta a noi il compito di attribuire loro quello vero o di lasciarli così, sospesi nella perfetta cornice di questo racconto. E la Flynn è così brava nel maneggiare i suoi eroi e l’evolversi della storia da indurre divertimento e tensione, in un alternarsi che ironicamente si prende gioco di noi.

Da leggere, nell’attesa del suo prossimo romanzo di maggior respiro.

Un buon presagio

di Gillian Flynn

Rizzoli 2016

euro 12,00

 

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