Narciso scacciò la ninfa Eco, che lo amava. Ella si rintanò nei boschi, piangente. Gli dei inviarono Nemesi per vendicarla. Ella regalò uno smartphone al giovane e gli disse: “fatti un selfie” … e Narciso morì …

Recensione di Selfie. Narcisismo e identità di Giuseppe Riva

Di Mario Michele Pascale

In ogni angolo di strada, in ogni ufficio, in ogni scuola, in ogni stanza della casa, ivi compreso il bagno, possiamo trovare qualcuno che si scatta un selfie. Un gesto che è entrato nella nostra quotidianità, una sorta di automatismo interclassista e trans generazionale. Papa Francesco in posa con i fedeli, Obama con i cittadini, Putin con le modelle in abito da sposa. Ma anche la casalinga di Muro Lucano in bigodini con cane marito e figli.

selfie-obama Cos’è un selfie? Semplice esibizionismo, emulazione verso le star della comunicazione globale? Risposte immediate, possibili, ma non esaustive. L’argomento è approfondito da Giuseppe Riva, ordinario di psicologia della comunicazione all’Università Cattolica di Milano, nel suo saggio “Selfie. Narcisismo e identità”, edito da Il Mulino. Riva esclude che alla base dell’atto di scattare un selfie vi sia esclusivamente narcisismo. Narciso subisce la propria immagine. Il giovane è attirato al punto tale dalla sua bellezza da volerla tutta per sé, impedendo agli altri di fruirne. L’immagine di Narciso che si rispecchia nell’acqua è dinamica, soggetta a mutamento, comunque dipendente dalle variazioni dell’originale. I selfie, invece, sono un atto volontario, socializzante, implicante la condivisione, e  come ogni foto, sono la cristallizzazione di un attimo. Sono anche una forma di racconto. Ma quel che si espone non è la realtà, una identità precisa, bensì si va alla costruzione letteraria di un personaggio. I selfie non narrano di noi stessi, ma condividono la nostra maschera.

selfie-papa-francescoLa nostra maschera ha alcune caratteristiche fondamentali: negli uomini è autosufficiente. E’ vanitosa, quindi si compiace dell’interesse nei confronti dell’aspetto fisico. E’ autoritaria, ed usa l’immagine per imporre agli altri il proprio punto di vista sul reale, partendo dal presupposto che le sia tutto dovuto. Tratti comuni al narcisismo, ma che si sviluppano autonomamente dando il via ad una costruzione della personalità permanente. Nel gentil sesso il selfie mette in atto una dinamica di oggettivazione sessuale: una donna di successo è sempre una donna attraente. In pratica si pensa il racconto di sé come narrazione del corpo, cui gli stati d’animo sono subalterni, accettando il fatto che il proprio fisico sia oggetto del desiderio altrui e che questo desiderio sia permanente e si auto riproduca nel web.

putin-selfieSopravvivremo ai selfie? Giuseppe Riva dice di sì. I selfie sono strumento e non cosa in sé. Come qualsiasi altra creazione umana hanno un risvolto positivo ed uno negativo. Gli autoscatti ci fanno assumere tratti sociali posticci, vuoti, che non ci appartengono nel profondo. Ma essi, correttamente adoperati, ci permettono anche di strutturare e comprendere meglio la nostra identità. La palla resta comunque in mano agli utilizzatori. Sopravvivremo quindi. Del resto l’umanità ha vinto ben altre sfide nella sua storia…

Selfie. Narcisismo e identità

di Giuseppe Riva

Il Mulino 2016

12 euro

 

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