METTI UNA SERA, A TEATRO

di Sabrina Martinelli e Eva Pascale

La professoressa Woland si esibisce a Mosca di Mario Michele Pascale, regia di Patrizia Cappelli, compagnia La corte dei mirabili miracoli.

“Io sono quella forza che persegue sempre il male, ma opera sempre il bene”

 Il 6 ottobre, a Civitavecchia, presso il teatro La nicchia è andato in scena La professoressa Woland si esibisce a Mosca, autore Mario Michele Pascale, regia di Patrizia Cappelli. Si è trattata della prima volta sulle scene per la neonata compagnia, La corte dei mirabili miracoli, che ha  la particolarità di riunire attori professionisti e non, grazie al condiviso amore per il teatro e alla voglia di mettersi in gioco. Lo spettacolo è stato il punto di arrivo di un percorso di formazione che, sotto la guida della Cappelli, ha permesso l’interazione tra i diversi livelli di esperienza degli interpreti.

Il testo di Mario Michele Pascale è liberamente ispirato a Il maestro e Margherita  di Bulgakov e,  pur non scandagliando, secondo noi, fino in fondo la complessità e le ragioni del loro rapporto, ne restituisce l’atmosfera e la forza, questo anche grazie alla buona prova di Maria Grazia di Valentino che, nel ruolo di Margherita, ha saputo incarnare l’intensità del personaggio. Molto interessante e finalmente epurata dai soliti stereotipi la figura di Gesù, interpretato da Marco Coccia. Un Gesù ricondotto alla sua dimensione umana, non un eroe, ma un uomo in bilico tra semplicità ed esaltazione.

Il Diavolo (la professoressa Woland) giunge questa volta sotto le sembianze femminili di Emilia Pierucci e occupa la scena imponendosi doverosamente come solo il Diavolo sa fare, ribadendo per due volte nel corso dello spettacolo di essere quella forza che persegue sempre il male, ma opera sempre il bene. Goethiana reminiscenza e affermazione rivelatrice in un testo che ne sottolinea la vera natura, quella di angelo caduto, un ribelle che non si sottomette a quel potere dogmatico e assoluto, crudele o indifferente fino a condannare a morte il proprio figlio, rappresentato da Dio. È il Diavolo il rivoluzionario per eccellenza, colui che vede l’ingiustizia e si schiera dalla parte dell’umanità. E sarà lui, lei in questo caso, ad avere pietà dei due amanti sino a riunirli.

Kevin Superchi nel ruolo del compagno Ponyrev

La regia ci è apparsa puntuale, precisa, sapiente nel lasciare largo respiro e possibilità espressive ai personaggi. Si intuisce il percorso e il mestiere nel coordinare interpreti eterogenei. Sia chi era già avvezzo alle scene sia chi le ha calcate per la prima volta ha saputo dare spessore al proprio ruolo.

Noi ci siamo lasciate sedurre da Azazzello, interpretato da Martina Pistone, dalla sua mimica, dalla sua capacità di occupare lo spazio scenico e dal timbro della sua voce. È salito sul palco e ha catalizzato immediatamente su di sé la nostra attenzione, deliziandoci.

Tutti gli interpreti si sono, comunque, mostrati all’altezza del compito: Mario Michele Pascale che, oltre a scrivere il testo ha impersonato il maestro Maksudov, Mauro Lanza, Eros Mammoliti, Tommaso Bassetti, Lorenzo Iengo, Valeria Lanza, Kevin Superchi, Martina Palomba e Antonio Tricamo, ognuno ha dato il meglio di sé e qualche lieve esitazione e imprecisione nella dizione non hanno nuociuto. Ricordiamo anche Simone Melacca, aiutoregista, Valerio Lorenzo Giannella, autore delle musiche, ed Erika Giannella, interprete di un brano.

Uno spettacolo che merita indubbiamente di essere replicato!

 

La professoressa Woland si esibisce a Mosca

testo di Mario Michele Pascale

regia di Patrizia Cappelli

compagnia La corte dei mirabili miracoli

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