DIETRO IL SUCCESSO

di Sabrina Martinelli

Recensione di: Venerazione di Anthony Caruana

“Non si tratta solo di obbedienza. Si tratta di devozione. Si tratta di aderire a un gruppo ristretto di persone, uomini e donne, che alimentano la pulsione sessuale della città. Siamo come linfa lussuriosa che scorre nelle fogne, nelle arterie di questa popolazione misera e accondiscendente.”

Ho letto Venerazione con gran curiosità perché ne conosco l’autore, Anthony Caruana, musicista e scrittore. Ho letto il libro al buio, senza aver prima curiosato la trama né altro e si è rivelato una vera sorpresa.

cARUANA
Anthony Caruana

La narrazione coinvolge da subito il lettore, riuscendo ad accendere quel desiderio di andare avanti e di riprendere la lettura non appena se ne ha il tempo che è l’obiettivo di ogni autore e che è cosa tutt’altro che scontata, soprattutto quando si ha tra le mani un protagonista nel quale difficilmente ci si può identificare. L’architetto Sergio Ranzetti è, infatti, un uomo di bell’aspetto, ma davvero poco piacevole, egocentrico, egoista, autoreferenziale, facile alla collera, superficiale e, all’occasione, violento. Insomma, uno di quegli uomini rappresentativi di un certo tipo di società in cui l’apparenza e il conto in banca regolano il posto nel mondo. Un personaggio sgradevole e, proprio per questo, ancor più difficile da sviluppare per un autore.

La vicenda segue la storia di Sergio, abituato ad esercitare il potere che gli viene dalla sua posizione e dal suo fascino personale, fino all’incontro con la parte più oscura dei propri bisogni. Il paradosso è, infatti, che in una società corrotta, in cui tutto si gioca sull’apparenza, sul carisma personale e sull’autorità esercitata, al traguardo, insieme al successo, si incontrano anche l’aridità emozionale e il vuoto. L’unico mezzo per tornare a sentire, per riappropriarsi delle proprie emozioni, è allora passare dall’altra parte, da dominatore, diventare dominato.

Ad una lettura superficiale, questo Venerazione, potrebbe sembrare un romanzo erotico, ma secondo me non lo è, in realtà, é una storia di potere in cui l’erotismo, giocato nella cornice dei rapporti sadomaso, è solo un mezzo per scardinare le certezze. Un mezzo potente perché tocca le pulsioni profonde, ancestrali dell’uomo.

Così, dietro la patinata NewYork in cui è ambientata la storia, si nasconde una comunità di eletti che, secondo le parole di colei che li orchestra e domina, “alimentano la pulsione sessuale della città”, costituendone “la linfa lussuriosa”. Dietro il successo e i risultati raggiunti agli occhi del mondo, si cela il bisogno di trovare nuovi limiti da testare e da porsi (o farsi porre) per ritrovare il senso di sé.

Ciò che ne risulta è lo spaccato di una città, ma più ancora, di una collettività corrotta e allo sfascio, priva di obiettivi e verità, in cui anche l’arte (perché Sergio è anche a suo modo un artista) diviene simulacro vuoto, privo di cuore. Pensiamo in tal senso anche alla performance artistica cui Sergio e Fiona assistono (e che non svelerò qui), emblema di una società in cui l’unico modo per richiamare l’attenzione e farsi notare è quello di stupire, superando i pochi limiti che ancora restano, fino al cattivo gusto.

Tutto si riduce a mera forma, le persone a manichini di se stesse, i rapporti umani totalmente privi di spessore e di sincerità. Un esempio tra tutti, l’amore che Sergio dice di provare per Fiona, un amore dichiarato, ma che il lettore percepisce come assente, inesistente, una cornice priva di immagine. In questo scenario, solo rinunciando alla propria volontà, facendosi schiavi in un mondo sotterraneo, si torna a ritrovare (nel momento in cui non se ne è più padroni) il proprio corpo e, saggiandone i confini, è possibile riappropriarsi di pulsioni prepotenti e sentire l’eccitazione, e quindi la vita, scorrere nelle proprie vene. È un processo di  deresponsabilizzazione dell’individuo  nel contenimento di una volontà più forte della propria.

Un libro da leggere con mente aperta, ricercando la giusta chiave interpretativa perché é facile equivocare. Chi vi cercherà semplicemente una lettura erotica ne resterà deluso e correrà il rischio di valutare i personaggi poco costruiti dal punto di vista psicologico, quindi poco credibili. Al contrario, io credo che Caruana non scavi volutamente nell’interiorità dei suoi personaggi proprio per dirci che non c’è molto da scavare, sono così come li vediamo, semplicemente il frutto di un mondo, una certa parte del mondo, che ha perso o sta perdendo la propria umanità.

Il libro è ben costruito, la storia organizzata con attenzione, la scrittura curata, il tema e la sua resa originali. Non solo, la narrazione è accompagnata da una colonna sonora che sottolinea costantemente la scrittura e disegna l’atmosfera. Talvolta è percepibile qualche lieve ingenuità nei dialoghi, ma è l’opera prima di uno scrittore che si rivela coraggioso nell’affrontare una storia fuori dal coro e nell’esplorare la sessualità spesso sottaciuta.di un uomo.

Unica nota negativa qualche refuso, problema non imputabile all’autore, ma che si presenta spesso con le piccole case editrici, non per cattiva volontà, ma perché, per ovvi motivi, manca la complessa filiera di produzione delle grandi.

Non amerete l’architetto Sergio Ranzetti, ma vi resterà impresso e con lui la denuncia di una società che vuol essere elitaria, rifuggendo la mediocrità fino agli estremi limiti dove la ricerca del piacere si arresta e si trasforma in un’eplorazione che lo trascende. È in fondo una ricerca della propria identità ultima.

Leggete Venerazione, ma solo se siete disposti a lasciarvi stupire.

 

Venerazione

di Anthony Caruana

Bertoni editore, 2017

euro 16,00

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